Riforma doganale UE, nuove regole per l’e-commerce
Il Parlamento europeo ha approvato in via definitiva la riforma del codice doganale dell’Unione europea, introducendo nuove regole per le importazioni legate all’e-commerce, una tassa di gestione sui singoli articoli acquistati da Paesi extra-UE e un sistema informatico doganale comune destinato a sostituire almeno 111 piattaforme nazionali. Il provvedimento prevede inoltre la nascita della nuova Autorità doganale dell’Unione europea (EUCA), con sede a Lille, in Francia.
La riforma, approvata dal Parlamento in seconda lettura dopo il via libera definitivo del Consiglio, interviene in particolare sulla gestione dei flussi di piccoli pacchi provenienti da venditori e piattaforme extraeuropee. La nuova tassa di gestione sarà applicata a ogni articolo acquistato da negozi online di Paesi extra-UE e spedito direttamente ai consumatori europei. Il pagamento sarà a carico dello stesso soggetto responsabile degli altri oneri doganali relativi alla spedizione, evitando quindi il trasferimento diretto del costo ai consumatori.
L’importo della tassa sarà definito dalla Commissione europea e aggiornato ogni due anni in funzione dei costi effettivi di gestione. Gli Stati membri dovranno iniziare a riscuoterla entro il 1° novembre 2026.
Il nuovo quadro attribuisce inoltre una responsabilità diretta a venditori e piattaforme che facilitano le vendite a distanza di merci provenienti da Paesi extra-UE. Questi soggetti saranno considerati importatori e dovranno fornire alle autorità doganali i dati richiesti, assolvere o garantire gli obblighi doganali e assicurare la conformità delle merci alla normativa europea.
Per operare secondo queste regole, le società dovranno essere stabilite nell’UE oppure rappresentate da un’entità con sede nell’Unione dotata dello status di operatore economico autorizzato (AEO) o di operatore economico di fiducia.
La riforma prevede inoltre incentivi alla gestione di magazzini all’interno dell’UE e alle spedizioni in blocco: quando le merci saranno importate in imballaggi raggruppati e in quantità sufficientemente elevate da rendere più efficienti i controlli, sarà applicata una tassa di gestione ridotta.
Sul fronte della digitalizzazione, il nuovo centro digitale dell’UE (EU Data Hub) costituirà l’infrastruttura informatica paneuropea per la gestione dei dati doganali. Il sistema sarà gestito dalla EUCA e potrà essere utilizzato volontariamente dal 2031, mentre l’utilizzo diventerà obbligatorio dal 2034. Il Data Hub sostituirà almeno 111 sistemi informatici oggi utilizzati dalle autorità doganali europee, con l’obiettivo di semplificare la dichiarazione delle merci e la comunicazione tra imprese e amministrazioni e di rendere disponibili dati comuni per l’analisi dei rischi e la cooperazione transfrontaliera.
La riforma introduce anche il regime “Trust and Check” per gli operatori di import-export che rispettano le norme e collaborano in modo trasparente con le autorità. Dopo una fase di verifica e l’accesso delle amministrazioni ai sistemi elettronici delle imprese, gli operatori potranno beneficiare di controlli meno frequenti e di maggiore flessibilità nel pagamento di dazi e imposte. Lo status AEO attualmente previsto dalla normativa sarà mantenuto, anche per assicurare l’accessibilità del sistema agli operatori economici di minori dimensioni.
La nuova EUCA avrà sede a Lille e avrà il compito di coordinare la cooperazione doganale, assicurare la gestione dei rischi e amministrare il futuro EU Data Hub.
Il Consiglio dell’UE aveva già approvato definitivamente la riforma il 3 settembre; il voto del Parlamento conclude quindi l’iter legislativo.
L’atto sarà firmato ufficialmente e pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea. L’entrata in vigore è prevista il giorno successivo alla pubblicazione, mentre gli Stati membri dovranno iniziare ad applicare integralmente le nuove disposizioni dopo 12 mesi.






