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Mini pacchi, tassa rinviata al 1° dicembre

 


Il Governo ha rinviato al 1° dicembre 2026 l’entrata in vigore della handling fee nazionale sulle spedizioni di modico valore provenienti da Paesi extra-UE. La decisione riguarda un comparto al centro della trasformazione dei flussi dell’e-commerce transfrontaliero e, secondo Confetra, consente di evitare l’introduzione di una misura nazionale potenzialmente disallineata rispetto al futuro quadro normativo dell’Unione europea. 
La Confederazione aveva segnalato il rischio che un intervento applicato esclusivamente in Italia potesse produrre distorsioni concorrenziali e favorire lo spostamento dei flussi verso altri gateway europei, con effetti sulla competitività delle imprese logistiche, di trasporto e di spedizione attive nel Paese. Il rinvio arriva in una fase in cui il mercato dell’e-commerce internazionale sta modificando modelli distributivi e modalità di approvvigionamento. Le imprese stanno riorganizzando le catene logistiche attraverso il consolidamento dei flussi, l’impiego di piattaforme distributive avanzate e la localizzazione di magazzini e hub all’interno del mercato europeo. 
Un indicatore di questa evoluzione è rappresentato dai dati dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, che evidenziano una contrazione del 39% delle importazioni di mini pacchi nel bimestre luglio-agosto rispetto al periodo precedente. 
Per Confetra, il dato conferma le analisi sull’evoluzione dei flussi commerciali e l’incidenza delle misure già introdotte a livello unionale. 
Il presidente di Confetra, Carlo De Ruvo, collega il rinvio alla necessità di garantire maggiore stabilità regolatoria agli operatori nella fase di transizione: «Accogliamo con soddisfazione la decisione del Governo e ringraziamo il MEF per aver dimostrato attenzione alle esigenze espresse dagli operatori della logistica, del trasporto e delle spedizioni. Lo slittamento della misura al 1° dicembre consente di evitare l'introduzione di ulteriori elementi di incertezza in una fase già caratterizzata da importanti cambiamenti del mercato e permette alle imprese di operare all'interno di un quadro normativo più stabile e coerente con l'evoluzione della disciplina europea». 
De Ruvo sottolinea quindi la trasformazione in corso nei modelli di distribuzione internazionale: «Siamo di fronte a un cambiamento strutturale del commercio internazionale. Il modello basato sulla moltiplicazione delle micro-spedizioni dirette al consumatore finale sta progressivamente evolvendo verso sistemi più organizzati ed efficienti, fondati sul consolidamento delle partite merceologiche, sull'apertura di magazzini e hub logistici in Europa e su una gestione sempre più integrata delle catene distributive. I segnali che emergono dal mercato confermano che questa trasformazione è già in atto. Per questo riteniamo fondamentale che eventuali nuovi oneri siano inseriti all'interno di un quadro europeo armonizzato e condiviso, capace di garantire condizioni di concorrenza uniformi tra tutti gli operatori e tra tutti i principali punti di ingresso delle merci nell'Unione». 
Sul passaggio alla disciplina europea, aggiunge: «Il rinvio rappresenta una scelta di buon senso che consente alle imprese di proseguire il percorso di adeguamento ai nuovi scenari del commercio globale, evitando distorsioni competitive e favorendo una transizione ordinata verso il futuro assetto normativo europeo. Tuttavia, in vista dell'entrata in vigore della handling fee europea, è necessario superare definitivamente la misura nazionale, evitando sovrapposizioni regolatorie penalizzanti per gli operatori italiani con conseguente deviazione dei traffici verso altri hub europei. Solo una disciplina armonizzata a livello unionale può garantire condizioni di concorrenza eque e uniformi per tutti gli operatori del mercato». Confetra conferma infine la disponibilità al confronto con Governo, amministrazioni competenti e istituzioni europee sulla definizione del futuro sistema regolatorio.
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