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GIUGNO 2019 PAG. 4 - NEWS DALL'ITALIA


Il fondo F2i entra nel settore portuale 
F2i, fondo infrastrututrale italiano con una dotazione di circa 5 miliardi di euro, entra nel settore portuale con l’acquisizione di Gruppo Porto di Carrara Spa, che detiene terminali a Carrara, Marghera e Chioggia. Il gruppo, che movimenta ogni anno circa 5 milioni di tonnellate di rinfuse solide, opera nel settore dell’approvvigionamento di alcune delle principali filiere industriali italiane. Tra queste i distretti siderurgici di Brescia, Verona e Vicenza, quelli alimentari della pianura Padana (cereali), i lapidei di Carrara e Verona (marmo). PDC e le sue controllate, Multiservice S.r.l e Transped S.r.l, operano come poli portuali polispecialistici nonché vere e proprie piattaforme logistiche, come avviene per l’assemblaggio e movimentazione di moduli a favore di Baker Hughes General Electric nell’area di Carrara. Il gruppo ha chiuso il 2018 con circa 59 milioni di euro di ricavi consolidati. L’investimento è stato realizzato attraverso il terzo fondo F2i, assistito da Venice Shipping and Logistics (VSL) in qualità di advisor industriale. “F2i ha deciso di entrare nel settore dei terminali portali per rinfuse perché si tratta di un’infrastruttura vitale per l’approvvigionamento delle filiere industriali italiane e uno snodo strategico per l’attività economica del Paese” ha commentato Renato Ravanelli, amministratore delegato del fondo. “Si tratta di un comparto frammentato, con molti operatori di piccole dimensioni: F2i, fedele alla sua missione di aggregatore in settori strategici per la nostra economia, si candida a creare un campione nazionale a controllo e gestione italiana, che garantisca anche la neutralità d’accesso a infrastrutture strategiche quali i porti. La nascita di un campione italiano è estremamente importante per alimentare il ruolo del nostro Paese nell’economia mondiale, anche alla luce dell’impatto che avrà sugli scambi internazionali via mare la Belt and Road Initiative in cui l’Alto Adriatico rappresenta uno snodo cruciale”.

Rina applica la blockchain al suo ELB
RINA ha creato una nuova versione, a prova di sofisticazione, del suo registro di bordo elettronico, l’ELB. Lo strumento è il primo ad impiegare la tecnologia blockchain per garantire la registrazione sicura e sempre tracciabile dei dati della nave, permettendo alle compagnie di navigazione di mostrare ai clienti e alle autorità competenti la propria integrità e trasparenza in tutte le operazioni di bordo. “Si tratta dell’evoluzione della nostra piattaforma RINACube ELB, già a disposizione degli armatori che vogliono proteggere e rinforzare la propria reputazione nel campo del rispetto dei regolamenti a protezione dell’ambiente,” ha spiegato Giosuè Vezzuto, Chief Digital Officer di RINA. “La nuova versione introduce un livello di sviluppo ulteriore, connettendo i registri di bordo (come l’Oil Record Book) ad una blockchain pubblica che impedisce la modifica illegale dei dati. Questo aiuta le compagnie di navigazione a mettere in luce il proprio impegno nell’impedire registrazioni fraudolente grazie ad una totale trasparenza delle operazioni”. L’utilizzo di ELB permette la sostituzione  dei registri cartacei, come l’Oil Record Book, il registro dei mezzi di carico, i registri dei rifiuti e di zavorra. Con l’aggiunta della tecnologia blockchain, tutti i dati registrati diventano immutabili e fissati nel tempo: ciò significa che le registrazioni non possono essere contraffatte e la loro integrità può essere facilmente verificata dalle Autorità Portuali. “Si tratta di un passo significativo per il futuro dell’industria navale, che così può mostrare chiaramente ai clienti e alla società civile il suo impegno nel rispettare le normative ambientali,” ha spiegato Vezzuto. “Il suo utilizzo può aiutare a ridurre il numero di procedimenti penali correlati alle registrazioni contraffatte e alza gli standard di trasparenza all’interno del settore, portando vantaggi a tutti”.

Alla Guardia Costiera italiana il riconoscimento QUALSHIP21
La Guardia Costiera italiana è risultata, a livello mondiale, tra le 27 Amministrazioni eleggibili per l’attribuzione del riconoscimento “QUALSHIP21 and E-Zero Programs” rilasciato dalla Guardia Costiera statunitense, con riferimento all’implementazione delle normative in tema di sicurezza della navigazione e di tutela ambientale. Delle ben 217 navi di bandiera italiana ispezionate dalla US Coast Guard nel periodo di riferimento (triennio 2016 – 2018), solo due sono risultate non conformi alla normativa vigente subendo provvedimenti di “fermo nave”. Il riconoscimento, che si pone l’intento di premiare le amministrazioni di bandiera che abbiano conseguito, nell’ultimo triennio, risultati di eccellenza in occasione delle ispezioni di sicurezza condotte alle proprie navi mercantili che arrivano nei porti statunitensi, permetterà agli armatori diretti nei porti statunitensi di richiedere, per le loro navi, l’attestazione “QUALSHIP 21”, usufruendo così di un regime agevolato d’ispezione. “L’attività di Flag State, di ispezione e certificazione delle navi italiane, ha permesso alla bandiera italiana di essere nella white list di tutti gli accordi internazionali stipulati in materia di sicurezza della navigazione,” ricorda una nota della Guardia Costiera. “Grazie a tale impegno, l’Italia è giunta al 2° posto tra i Paesi che hanno maggiormente contribuito al raggiungimento del committment per l’anno 2018 all’interno del Memorandum di Parigi”. 

10 anni di attività a Valona per il Gruppo Pir
Il Gruppo Pir – la Petrolifera italo romena – ha celebrato i 10 anni di attività del Terminal Pia (la Petrolifera italo albanese) di Valona, e si prepara ad aumentare di dimensione grazie anche al potenziamento della logistica negli oltre 20 ettari di proprietà. “Siamo molto contenti di questo traguardo e orgogliosi dell’attività svolta fino a oggi dal nostro terminal Pia, che è tutt’ora uno degli investimenti più importanti tra quelli realizzati da imprese italiane in Albania,” ha spiegato Stefano Borghesi, amministratore di Pia e responsabile delle attività estere di Pir. “Siamo la base logistica più moderna del Paese, abbiamo l’infrastruttura portuale più sicura e siamo i soli ad avere anche il collegamento ferroviario. In questi anni abbiamo servito operatori internazionali e compagnie locali di primario livello, movimentando più di 9 milioni di tonnellate di prodotti che hanno garantito all’erario Albanese un gettito di circa 700 milioni di euro tra tasse e imposte. Abbiamo aree libere che ci permetteranno di sviluppare le infrastrutture esistenti, realizzando nuova capacità di stoccaggio, nuove attività di logistica e ampliando il nostro porto”. Il Gruppo Pir, che nel 2020 festeggerà i 100 anni dalla fondazione, opera in Italia con i suoi terminal nei porti di Ravenna e Genova; all’estero, oltre che in Albania, è presente in Tunisia.

Nuovo terminal intermodale a Pordenone
Inaugurato il nuovo terminal ferroviario intermodale nell’area dell’Interporto Centro Ingrosso di Pordenone. L’infrastruttura sarà gestita dall’elvetica Hupac con l’obiettivo di sviluppare i traffici con i porti del Nord Tirreno e i mercati dell’Europa settentrionale e orientale ed dotato di tre binari elettrificati (su sette totali), con un’asta di manovra di 350 metri che, in previsione, diventeranno 750. La piattaforma, con una capacità giornaliera di 8-10 treni, è progettata per il ricevimento di treni ro-la e predisposta per l’installazione di gru a portale.

Via libera a Lloyd’s Register per le certificazioni di sicurezza
È stato pubblicato il decreto che autorizza la società di classificazione marittima britannica Lloyd’s Register a rilasciare la certificazione di sicurezza alle navi battenti bandiera italiana. In conseguenza di questa autorizzazione, il Lloyd’s Register, oltre a certificare le navi italiane, ha aperto una propria divisione in Italia per il settore marittimo e parteciperà alla vita della comunità marittima italiana, supportando le istituzioni nazionali e gli armatori di navi battenti bandiera italiana per le attività di classificazione e di consulenza. Il decreto, dal titolo “Approvazione dell’accordo di delega al «Lloyd’s Register Group LTD» dei servizi di certificazione statutaria delle navi registrate in Italia rientranti nel campo di applicazione delle convenzioni internazionali”, porta la firma congiunta delle Direzioni Generali competenti del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti e del Ministero dell’ambiente, della tutela del territorio e del mare.

Augusta, consegnati i lavori per la diga foranea
Consegnati ufficialmente alla ditta aggiudicataria, la Rti Nuova CO.ED.MAR., dei lavori di rifiorimento e ripristino statico della diga foranea del porto di Augusta. L’appalto ha un valore complessivo di circa 9,1 milioni di euro per una durata dei lavori prevista in 432 giorni. Primo stralcio dell’opera di manutenzione straordinaria della diga foranea l’intervento è incentrato sulle testate della bocca centrale dell’infrastruttura, che necessita di lavori più urgenti. Per il presidente dell’AdSP del Mare di Sicilia Orientale, Andrea Annunziata si tratta di “un primo intervento strategico che, grazie alla preziosa collaborazione tecnica del Provveditorato alle Opere Pubbliche, abbiamo messo in cantiere per rendere ancora più sicuro il porto di Augusta”. Per gli altri step necessari per il completamento di tutta la diga foranea, il Provveditorato Interregionale alle Opere Pubbliche di Palermo ha già consegnato il progetto esecutivo del primo lotto, che ha un importo di 51,0 milioni di euro.

Nuovo accordo RFI – AdSP del Mar Adriatico Orientale
Migliorare la connessione del porto di Trieste con l’infrastruttura ferroviaria nazionale attraverso azioni per aumentare l’efficienza e l’operatività dei moli con riduzione delle manovre, dei tempi di percorrenza e l’allocazione delle stazioni quanto più possibile in prossimità delle aree di carico e scarico. Questo l’obiettivo dell’accordo firmato da Maurizio Gentile, amministratore delegato e direttore generale di Rete Ferroviaria Italiana (RFI), e Zeno D’Agostino, presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Nell’ambito dell’intesa, che rinnova ed estende quella del 2016, la Stazione di Trieste Campo Marzio sarà lo snodo più importante a servizio del porto. Il beneficio principale consisterà nella riduzione delle operazioni di manovra per i treni in arrivo e in partenza a cui consegue un significativo incremento della capacità produttiva dell’impianto. Inoltre l’accordo richiama i potenziamenti già previsti da RFI sugli impianti e linee afferenti alla stazione di Campo Marzio (dorsale portuale Servola-Aquilinia) e interventi che riguardano le stazioni di Cervignano Smistamento e Villa Opicina, che - come previsto nel progetto Trihub - assieme a Trieste costituiscono un unico sistema di gestione del trasporto ferroviario delle merci provenienti dal porto.
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