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AGOSTO 2020 PAG. 36 - NEWS ADSP








Mar Ligure Occidentale, contributi ai lavoratori portuali ed aumento capitale Ente Bacini
Il Comitato di Gestione dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale ha deliberato a favore dei contributi a sostegno dei lavoratori della CULMV e CULP, rispettivamente nei porti di Genova e Savona, riconoscendo le ripercussioni negative che l’emergenza Covid-19 ha prodotto anche sul lavoro portuale. Nello specifico, sono stati riconosciti 2,7 milioni di euro a indennizzo delle 30 mila giornate di lavoro perse dai lavoratori portuali genovesi e circa 270 mila euro a fronte delle 3 mila giornate perse nel porto di Savona; questi vanno ad aggiungersi agli oltre 500 mila euro di indennizzi ancora derivanti dagli effetti del crollo del ponte Morandi. Il Comitato di Gestione ha anche approvato l’aumento di capitale per Ente Bacini che raggiunge così gli oltre 2,3 milioni di euro (di cui oltre  2 milioni di euro in capo ad AdSP e i restanti sottoscritti dagli altri soci). Si prevede una iniziale erogazione del 60% circa della quota di competenza dell’Autorità di Sistema Portuale, necessaria per il ripianamento delle perdite e per consentire alla Società di restare operativa. Infine, positivo anche l’esito della Commissione valutatrice della gara indetta da ormai 2 anni e oggetto del contenzioso, che ha proposto di aggiudicare la gara al raggruppamento di imprese che ha formulato l’offerta iniziale.

Elettrificazione banchine Genova e Savona
La Conferenza unificata Strato-Regioni-Città ha dato il via libera al decreto della ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, sbloccando 906 milioni destinati a 23 opere portuali su tutto il territorio nazionale. Una prima tranche di 794 milioni verrà utilizzata per i primi venti interventi ritenuti prioritari e immediatamente cantierabili, nonché rispondenti ai criteri di sostenibilità ambientale, di messa in sicurezza e completamento di opere già parzialmente finanziate. Per i Porti di Genova e Savona si tratta della realizzazione del Cold Ironing, l’elettrificazione delle banchine del Terminal Crociere e Traghetti a Genova per 19,2 milioni e del Terminal Crociere di Savona per 10,2 milioni. La seconda parte, pari a 112 milioni di euro, sarà assegnata nel prossimo mese di settembre, a seguito del riparto del Fondo Investimenti 2020.

Alto Tirreno, traffici primo semestre
Il consuntivo dei dati del primo semestre 2020 presenta per i porti del Sistema dell’Alto Tirreno un bilancio negativo che va inquadrato nella situazione generale di emergenza che, in termini di contrazione dei volumi movimentati non ha risparmiato nessun porto italiano. Complessivamente, gli scali portuali di Livorno, Piombino e quelli elbani di Portoferraio, Rio Marina e Cavo hanno movimentato nel periodo di riferimento 17.696.241 tonnellate di merce, il 20,7% in meno rispetto ai primi sei mesi del 2019. Le statistiche elaborate dall’AdSP e divise per porti presentano per lo scalo labronico un traffico complessivo di 15,5 milioni di tonnellate di merce, in diminuzione del 16,6% rispetto allo stesso periodo del 2019. In termini di tonnellaggio, la flessione più importante è stata registrata per il settore delle merci varie che, complessivamente si sono attestate a 11,5 milioni di tonnellate, in calo del 14,5% rispetto ai primi 6 mesi del 2019, nonostante il positivo risultato del general cargo (in particolare dei prodotti forestali) che ha chiuso questa prima parte dell’anno in crescita dell’8,7%. Riduzioni importanti sono state invece registrate per il settore rotabile (-19,4%) e per la merce containerizzata (-10,5%). Per quanto riguarda i contenitori il primo semestre 2020 si è chiuso con un calo del 9,9% e 367.393 TEU movimentati. Nel primo semestre il porto di Piombino ha movimentato 1.465.895 tonnellate di merce, il 39,9% in meno rispetto ai valori dello stesso periodo dell’anno precedente. In calo sia le rinfuse liquide (38.401 tonnellate movimentate, -9,3%) che quelle solide (743.143 tonnellate, -34%). In diminuzione anche le merci varie, del 46,2% rispetto ai primi sei mesi del 2019, a 587.569 tonnellate. Il traffico rotabile del porto ha fatto registrare un calo del 31,3% in termini di mezzi movimentati. La movimentazione complessiva è stata di 32.856 unità, di cui 16.321 in sbarco e 16.535 in imbarco. Il traffico traghetti ha totalizzato una flessione del 59,1%. Complessivamente sono stati movimentati 483.228 passeggeri. L’attività crocieristica, invece, è completamente ferma. Con oltre 675 mila tonnellate movimentate, i porti dell’Isola d’Elba hanno chiuso il semestre con un calo del 44,6%. Il traffico rotabile, che rappresenta la totalità dei volumi di merce imbarcati e sbarcati negli scali di riferimento (Portoferraio, Rio Marina e Cavo), è calato del 30,7% in termini di mezzi movimentati. Complessivamente sono state imbarcate e sbarcate 32.266 unità, 14.264 in meno rispetto ai primi sei mesi del 2019. I passeggeri dei traghetti sono risultati 480.510, il 58,9% in meno rispetto alle oltre 1,1 milioni di unità di gennaio-giugno 2019.

Rinnovato il Civitavecchia Blue Agreement

L’Accordo volontario siglato due anni fa dalle compagnie di navigazione che servono le cosiddette “Autostrade del Mare” e che anticipava l’applicazione del “Sulphur Cap”, entrato in vigore a gennaio di quest’anno, sarà rinnovato nel contenuto con l’auspicio che ci siano ulteriori adesioni di altri armatori, in particolare del settore crocieristico. È quanto annunciato dall’AdSP che intende dare continuità all’impegno di fare sempre del porto di Civitavecchia uno scalo “green”. Intanto, l’Arpa Lazio, in aggiunta alle attuali centraline fisse, ha collocato una postazione mobile all’interno dell’ambito portuale al fine di misurare in maniera più puntuale le emissioni prodotte dalle navi. Al riguardo, l’AdSP fornirà tutte le facilities necessarie.

Civitavecchia, accordo per navettamento crocieristi
Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centro Settentrionale e Comune di Civitavecchia hanno sottoscritto il Protocollo d’Intesa che istituisce, per la prima volta, un servizio speciale dedicato al trasporto dei crocieristi dalla stazione ferroviaria di Civitavecchia direttamente al terminal crocieristico. L’attivazione del collegamento diretto stazione-porto, sotto forma di linea speciale dedicata, benché nasca da esigenze connesse all’emergenza sanitaria, risponde ad una richiesta da anni avanzata sia dagli armatori che dai crocieristi al fine di ridurre i tempi di percorrenza e dare un servizio più efficiente all’utenza portuale. Nello specifico, il Protocollo riguarda tutti i crocieristi che, provenienti direttamente dal porto e muniti di titolo di viaggio, devono raggiungere la stazione ferroviaria. L’itinerario previsto in ingresso, ovvero per chi proviene dalla stazione, sarà il seguente e riguarderà i passeggeri di tutte le navi, sia quelle ormeggiate sulla banchina Cristoforo Colombo che sulla banchina numero 25: Stazione FF.SS - Viale Garibaldi - Piazza Vittorio Emanuele - Varco Vespucci. In uscita, per le navi ormeggiate sulla banchina “Cristoforo Colombo”, l’itinerario sarà: Varco Fortezza - Viale Garibaldi - Stazione FF.SS. Sempre in uscita, ma per le navi ormeggiate alla banchina numero 25, l’itinerario sarà invece: Varco Vespucci, Corso Marconi, Piazza Vittorio Emanuele, Viale Garibaldi - Stazione FF.SS. Il protocollo d’intesa siglato ieri dall’AdSP e dal Comune di Civitavecchia è immediatamente operativo e consentirà l’attivazione della linea speciale dedicata già dal prossimo 17 agosto quando è prevista la ripartenza del traffico crocieristico a Civitavecchia. Peraltro, il Presidente dell’AdSP e il Sindaco del Comune di Civitavecchia hanno espresso la volontà di proseguire l’applicazione del predetto servizio dedicato anche successivamente alla scadenza del termine dello stato di emergenza (15 ottobre 2020), previa una verifica del corretto ed efficiente andamento della sua gestione.

Misure ambientali per il porto commerciale di Gaeta
L’AdSP del Mar Tirreno Centro Settentrionale ha promosso e ultimato due importanti e attese iniziative finalizzate a potenziare la salvaguardia dell’ambiente in cui si svolgono le operazioni portuali presso il “Salvo D’Acquisto” di Gaeta. L’ente portuale ha deliberato l’affidamento della gestione dei vecchi e nuovi impianti realizzati per la depurazione delle acque di prima pioggia, della rete di drenaggio, di quelle meteoriche e di collaterali “servizi accessori” che hanno trasformato il potenziato porto commerciale di Gaeta in un laboratorio pilota per tanti scali italiani. In attuazione alla direttiva comunitaria 2000/59, inoltre, e di successivi provvedimenti amministrativi, l’ente ha concluso la procedura di gara per l’affidamento di prestazioni in concessione denominate “Servizio di raccolta ed avvio e trattamento di varie tipologie di rifiuti prodotti dalle navi scalanti la circoscrizione e la rada di Gaeta e servizio di pulizia e di disinquinamento degli specchi acquei portuali”. Sinora tutte le navi che approdavano al porto di Gaeta non potevano smaltire localmente i propri rifiuti e, solo grazie ad una specifica deroga della locale Capitaneria di porto, hanno potuto assolvere a questo obbligo soltanto nello scalo di approdo successivo. Ora la prestazione sarà garantita direttamente da un’impresa concessionaria esterna che svolgerà il servizio interloquendo direttamente con le società armatrici applicando, per ogni tipo di rifiuto smaltito, la relativa tariffa definita dal Comitato di Gestione dell’AdSP.

Olbia, aggiudicato il servizio navetta
Va alla Sun Lines Elite Services la gestione pluriennale del servizio di trasporto interno su navetta del Porto di Olbia Isola Bianca. È quanto stabilito dall’AdSP a conclusione degli approfondimenti di legge sul ribasso – pari al 53 per cento sul costo ora/mezzo – presentato dalla società olbiese rispetto a quello, più contenuto, degli altri operatori economici: Paolo Scoppio e Figlio Autolinee, Just Sardinia SRL, Turmo Travel e Miccolis S.p.A. Poco più di 1 milione e 233 mila euro, l’importo a base d’asta della gara per i prossimi due anni – prorogabili a discrezione dell’Ente con ulteriori 12 mesi – per il servizio di movimentazione dei passeggeri dalle navi alla stazione marittima e viceversa. Esito di gara, questo, che completa il quadro della gestione dei servizi ai passeggeri del porto di Olbia, garantendo, senza interruzioni, la piena operatività dello scalo. Procedura ad evidenza pubblica che ha visto la presentazione di 9 offerte e l’aggiudicazione, il 19 giugno scorso, dei lotti I (accoglimento, ricezione, smistamento ed instradamento dei veicoli in arrivo e in partenza dal porto) e III (Info point, deposito bagagli, assistenza ai passeggeri all’interno della Stazione Marittima), rispettivamente alla società Italservizi 2007 e al raggruppamento temporaneo Sps Srl e Fast. Oltre mezzo milione di euro il risparmio annuo per le casse dell’Ente che, da un importo totale a base d’asta per 12 mesi di servizio sui tre lotti complessivi, pari a circa 2 milioni e 140 mila euro, ha aggiudicato i servizi a poco più di 1 milione e 580 mila euro. Un mese, quello intercorso tra le tre procedure, nel corso del quale l’azione dell’AdSP ha registrato due importanti riconoscimenti di legittimità. Il primo, il 26 giugno scorso, con il respingimento del ricorso presidenziale urgente di Sinergest Spa al Tar Sardegna per l’annullamento della gara d’appalto; il secondo, del 15 luglio, con diniego del provvedimento cautelare e rinvio al merito per il 4 novembre prossimo.

Nasce il POT dell’AdSP dello Stretto
Dopo il consenso fornito all’unanimità dall’Organismo di Partenariato della Risorsa mare il Comitato di Gestione dell’Autorità di Sistema Portuale dello Stretto, sempre all’unanimità, ha approvato il Piano Operativo Triennale 2020/2022. Il documento, che per la prima volta riguarda nel suo complesso tutti i porti dell’Area dello Stretto, contiene la strategia che l’AdSP porrà in essere nel breve e medio termine per sostenere lo sviluppo dei traffici portuali ed avviare la creazione di un sistema portuale integrato a supporto di una moderna mobilità nell’area sia per i passeggeri che per le merci. Particolare attenzione è stata posta ad individuare il metodo di lavoro che dovrà caratterizzare l’azione dell’Ente nei prossimi anni e gli obiettivi trasversali cui dovranno traguardare tutte le attività: interventi mirati per una infrastrutturazione sostenibile, procedure che consentano di raggiungere nell’erogazione dei servizi un’eccellenza operativa, accordi e confronto continuo per operare in alleanza con i territori, organizzazione del lavoro ed un sistema di controllo che garantiscano un’elevata affidabilità istituzionale, reingegnerizzazione di tutti i processi amministrativi ed operativi finalizzata all’introduzione delle nuove tecnologie nella gestione portuale e dell’Ente per una piena e convinta trasformazione digitale, attivazione di iniziative e partenariati che consentano il posizionamento sui mercati per aumentare l’attrattività dei porti e delle aree retroportuali nei confronti di nuovi investitori. Molteplici sono le iniziative previste nel POT che riguardano non solo le opere infrastrutturali prioritarie da realizzare ma anche il potenziamento e la riorganizzazione degli uffici, il rilancio del lavoro portuale, la programmazione strategica e l’aggiornamento di tutti i Piani Regolatori dei porti, lo sviluppo delle ZES, l’utilizzo dei fondi dell’Unione Europea, le politiche ambientali ed energetiche e l’integrazione con i territori. Tanti i nuovi interventi infrastrutturali programmati, che si aggiungono a quelli in corso ed a quelli ereditati dalle vecchie programmazioni, per i quali occorrerà da un lato avviare o aggiornare le progettazioni e dall’altro individuare i finanziamenti. Il Piano prevede interventi da avviare in tutti i porti per circa 425.000.000 di euro di cui 343.000.000 circa a Messina, 17.000.000 di euro circa a Reggio Calabria, 55.000.000 di euro circa a Milazzo e 10.000.000 di euro a Villa San Giovanni.

Intervento scogliera molo nord nel porto di Ortona
L’AdSP del Mar Adriatico Centrale ha affidato l’appalto per il rafforzamento della scogliera di protezione del molo nord del porto di Ortona. L’investimento complessivo è di 800 mila euro e comprende la ricostruzione del profilo della scogliera in modo tale che possa correttamente proteggere dalle mareggiate il bacino portuale migliorando la navigazione e l’operatività dello scalo e creando le premesse per la crescita dei traffici. Il lavoro consentirà di ripristinare, in questa prima fase, una porzione di scogliera ricostruendo lo stato della massicciata e migliorando anche l’accessibilità dei veicoli al molo nord e alla banchina commerciale dove si svolge la maggior parte del traffico merci dello scalo. È già programmato un secondo lavoro di ripristino nel 2021 con un ulteriore stanziamento di 1 milione di euro, tutti fondi a carico del bilancio dell’Autorità di sistema portuale che si sommano alle cifre già stanziate nel Masterplan della Regione Abruzzo.

Avvio lavori nuovo Posto di controllo frontaliero sanitario ad Ancona
Cominciano i lavori del nuovo Posto di controllo frontaliero sanitario, un edificio per i controlli sanitari di frontiera delle merci in importazione dai Paesi extra Ue, alimentari e non, nel porto di Ancona. La struttura è una riconversione di una porzione dell’ex Tubimar, alla Darsena Marche, e una razionalizzazione dei presidi sanitari attivi, oggi dislocati in tre sedi diverse nell’area portuale. I lavori vengono realizzati sulla base del bando di gara dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico centrale per il quale sono state presentate 15 offerte. La porzione dell’ex Tubimar destinata al presidio sanitario, per 830 metri quadrati, si trova sul lato sud-ovest del padiglione; la superficie complessiva sarà di 1.600 metri quadrati suddivisi su due piani. Il bando per l’adeguamento dello stabile è stato aggiudicato per un importo complessivo di 1.672.025 euro. La durata del contratto di appalto è di 390 giorni. L’esigenza dell’intervento nasce dalle scelte strategiche elaborate dall’Autorità di sistema portuale in sintonia con le locali direzioni del ministero della Salute (Pif-Uvac Posto ispezione frontaliero - Ufficio veterinario per gli adempimenti comunitari e Usmaf-Ufficio di sanità marittima, aerea e di frontiera), Agenzia delle Dogane, Guardia di Finanza, Capitaneria di porto di Ancona e per organizzare, in maniera più efficiente, i controlli sanitari di frontiera sulle merci alimentari in importazione. Un traffico che sta diventando sempre più importante nel porto di Ancona, per renderlo ancora più efficiente. L’obiettivo dell’intervento è creare, nel porto di Ancona, una nuova infrastruttura che sia collocata in una posizione adatta all’assetto operativo dello scalo commerciale, sia attuale che futuro, con le caratteristiche tecniche e le dotazioni più all’avanguardia previste dagli standard europei. Una struttura che, una volta ultimata, sarà fra le più moderne ed efficienti in Adriatico.

Trieste, cambia l’assetto societario di Adriafer
Cambio nell’assetto societario di Adriafer, controllata al 100% dall’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Orientale. Per gestire l’ulteriore sviluppo ferroviario e gli investimenti programmati, si passa ad un Consiglio di Amministrazione, previsto dallo statuto sociale della srl. Composto da tre consiglieri, il Cda resterà in carica per tre anni, conservando l’esperienza del precedente amministratore unico, Giuseppe Casini, protagonista dello sviluppo degli ultimi anni, che ricoprirà la carica di presidente. L’incarico di amministratore delegato andrà a Maurizio Cociancich, triestino, 45 anni, senior researcher e responsabile di società di consulenza logistica con esperienza ventennale nel settore. Consigliere sarà Sonia Lussi, dottore commercialista e revisore contabile, esperta in ambito economico, finanziario e nel settore energia, attualmente vicedirettore generale di Confindustria Venezia Giulia e direttore del Consorzio Energia Confindustria. Il Cda potrà contare su un direttore generale, Bruno Caleo, ingegnere con esperienza ferroviaria, coordinatore delle varie funzioni aziendali di Adriafer, che opera con 94 dipendenti, formati e specializzati sulle attività ferroviarie. Oltre al nuovo CdA, l’ultima assemblea ha deliberato infatti il potenziamento finanziario della società, con un aumento di capitale gratuito di 300 mila euro, grazie agli utili derivanti dagli avanzi di bilancio degli anni precedenti. È stato altresì disposto un ulteriore aumento di capitale fino a 2 milioni di euro che potrà essere sottoscritto dal socio unico, l’Autorità di Sistema Portuale, con tranche da 300 mila euro nei prossimi anni. Adriafer è passata da un fatturato annuo di 2 milioni e 800 mila euro del 2015, a 11 milioni di euro nel 2019, con un risultato di esercizio positivo.

Primi contributi per compagnie portuali di Venezia e Chioggia
L’AdSP del Mar Adriatico Settentrionale, che tra le primissime aveva già provveduto ad adottare provvedimenti per poter rapidamente fornire le misure di sostegno al reddito dei lavoratori portuali duramente colpiti, nella prima fase, dagli effetti della crisi causata dalla contrazione dei volumi di traffico di merci a livello internazionale, ha iniziato a distribuire le necessarie risorse alle Compagnie lavoratori portuali di Venezia e Chioggia. Il Commissario Straordinario Musolino,  nelle more del perfezionamento della approvazione del consuntivo 2019 e dei relativi procedimenti di assestamento contabile, si è attivato, con la collaborazione degli uffici che hanno duramente lavorato anche in periodo agostano, per alleviare le difficoltà di queste imprese con l’erogazione di un acconto sul contributo maturato nel 1° semestre del 2020. Tali somme, che consistono in 180.000 euro per NCLP (Venezia) e 50.000 euro per SERVIPORT (Chioggia), rappresentano un primo effettivo sostegno alle imprese dei lavoratori portuali e alle loro famiglie, per superare la crisi e soprattutto supportare la ripartenza senza rischiare di porre in sofferenza alcuna impresa.

Venezia rilancia la collaborazione tecnologica italo-tedesca
Ha avuto luogo a Venezia presso la sede dell’Autorità di Sistema Portuale uno dei primi incontri bilaterali italo-tedeschi svolti in presenza dopo il lockdown. Al tavolo, oltre ai vertici dell’AdSP, il Presidente Unioncamere Veneto Mario Pozza, il Segretario generale ITKAM (Camera di Commercio Italiana per la Germania) Elio Maria Narducci, il Direttore generale del CINECA (Consorzio Interuniversitario per il Calcolo Automatico dell’Italia Nord Orientale) David Vannozzi, la rappresentante ITKAM a Amburgo e avvocato Sofia Melik Aslanian insieme alla collega Julika Repplinger e il rappresentante ITKAM in Emilia-Romagna Roberto Sammarchi, avvocato a Bologna e Francoforte e Of Counsel per le tecnologie dell’informazione presso lo studio Dolce-Lauda. I porti come bene pubblico e infrastruttura strategica per lo sviluppo richiedono coordinamento fra enti regolatori e integrazione delle procedure operative, sulla base delle risorse rese disponibili dalle tecnologie. Trasformare il tema gestionale in contenuto informativo interoperabile è sempre più necessario nell’ambito di sistemi complessi come i porti. Basti pensare che il porto di Venezia comprende oltre 75km di linee ferroviarie, la cui gestione e manutenzione, apparentemente estranea alle operazioni marittime, è in realtà uno dei cardini per il buon funzionamento del sistema portuale.
Venezia e Amburgo, in contesti molto diversi dal punto di vista territoriale e ambientale, rappresentano due punti di riferimento per le reti logistiche europee. L’incontro ha consentito di identificare alcune priorità segnalate dall’Autorità di Sistema Portuale di Venezia, che riguardano in particolare l’utilizzo di tecnologie per l’ottimizzazione del carico logistico sostenuto dal Terminal container. Sul tavolo anche il coordinamento con i servizi doganali, la gestione dell’impatto ambientale delle attività portuali, il ruolo dei porti nel quadro delle politiche di approvvigionamento energetico e le azioni in materia di sostenibilità. Il CINECA, consorzio pubblico dedicato alla tecnologia dell’informazione che comprende l’intero sistema italiano dell’università e della ricerca, ha messo a disposizione le proprie competenze e risorse anche in vista dell’accesso a possibili iniziative europee, riguardo alle quali è tra i maggiori percettori italiani di contributi comunitari.
CINECA ha recentemente promosso, nell’ambito del sistema tedesco STEINBEIS, la creazione di un centro di competenza denominato C-DACH (dove “C” rappresenta “CINECA” e “DACH” è la sigla dei territori di lingua tedesca) che ha come scopo l’applicazione e il trasferimento di tecnologia italiana. L’incontro si è concluso con un appuntamento ad Amburgo dopo la pausa estiva, nel quale approfondire le priorità del grande porto anseatico e i temi della possibile collaborazione, anche nel quadro dei rapporti di amicizia e scambio fra le due città.

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