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Flussi container verso Asia, Europa sotto pressione



Il mercato globale dei container sta entrando in una fase di riequilibrio, con un’inversione dei flussi verso l’Asia e una conseguente riduzione della disponibilità di attrezzature in Europa. È quanto emerge dall’ultimo aggiornamento mensile di Sogese sul mercato europeo dei container che evidenzia un cambiamento strutturale nei modelli di circolazione delle unità. 
A descrivere la dinamica è Andrea Monti, CEO & MD della società con base a Livorno: “Ciò che stiamo osservando nel mercato è un chiaro cambiamento direzionale nei flussi di container. I depot in tutta Europa restano congestionati, mentre i prezzi e i segnali di domanda in Cina si stanno rafforzando. Le compagnie di navigazione stanno attivamente riposizionando le attrezzature verso i mercati di origine, e questo è probabile che riduca i livelli di stock europei nel breve termine, in particolare per i 40HC, man mano che produzione e domanda tornano ad allinearsi.” 
Dopo una prima parte del 2026 caratterizzata da elevata congestione nei depositi e tempi di sosta prolungati, il surplus europeo sta progressivamente riducendosi. Le compagnie stanno infatti accelerando il riposizionamento verso i mercati di origine, in particolare la Cina, dove la domanda e i prezzi mostrano segnali di rafforzamento. 
Il rapporto evidenzia come il fenomeno sia amplificato da fattori operativi: tempi di transito più lunghi, congestione negli hub intermedi e criticità nel trasporto terrestre rallentano il ritorno delle attrezzature nel ciclo logistico. Ne deriva una crescente disconnessione tra i livelli di stock presenti nei depot e la reale disponibilità di container utilizzabili. 
Il sistema sta inoltre attraversando una riconfigurazione più ampia. Le perturbazioni si concentrano sulle rotte Asia–Europa, con modifiche continue a routing, programmazione e capacità. L’allungamento dei cicli dei container riduce l’efficienza complessiva, mentre i costi risultano sempre più influenzati da fattori di rischio, tra cui carburante, premi assicurativi e decisioni di rerouting. 
Nel caso italiano, i volumi di traffico container risultano complessivamente stabili, ma le condizioni operative si stanno deteriorando. Ritardi negli arrivi delle navi, tempi di attesa prolungati e disallineamenti nella disponibilità delle attrezzature incidono sull’efficienza, con effetti anche sui cicli finanziari e sul capitale circolante, in particolare per le imprese di dimensioni minori. 
Secondo il rapporto, le pressioni sulla disponibilità emergeranno prima di un eventuale alleggerimento della congestione, con esportatori e operatori logistici destinati a confrontarsi con minore accesso ai container, maggiore variabilità operativa e tempi di pianificazione più incerti.
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