Marina d’Arechi ospita il progetto M.A.R.E.
Marina d'Arechi ha accolto per la seconda volta la tappa salernitana di M.A.R.E. (Marine Adventure for Research & Education), il programma di citizen science giunto alla quinta edizione promosso dalla Fondazione Centro Velico Caprera ETS con la collaborazione scientifica di One Ocean Foundation.
L'iniziativa punta a raccogliere dati sullo stato di salute del Mediterraneo e a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla tutela degli ecosistemi marini.
Il progetto integra due dimensioni complementari: la ricerca scientifica, condotta da ricercatori universitari impegnati nel campionamento e nell'analisi delle acque, e un percorso strutturato di educazione ambientale rivolto alla popolazione e, in modo specifico, ai diportisti.
Protagonista della missione è il catamarano Caprera, salpato il 16 maggio dalla base della Marina Militare di La Maddalena per una campagna di dieci settimane che si concluderà il 22 luglio. Il protocollo scientifico copre quattro macroaree: inquinamento ambientale, inquinamento acustico, biodiversità marina e cambiamento climatico. Il 2026 inaugura inoltre il nuovo quadriennio di attività 2026-2029, con il ritorno nel Mar Tirreno e l'introduzione di nuove tematiche di ricerca.
I dati raccolti lungo le coste campane — presentati da Martina Pè, biologa marina e coordinatrice scientifica a bordo — restituiscono un quadro complessivamente positivo. Le concentrazioni di metalli pesanti, tra cui cromo, cadmio, mercurio, manganese, ferro, zinco e piombo, risultano in linea o inferiori alla media tirrenica, indicando una ridotta influenza di sorgenti industriali diffuse. Si rileva un moderato arricchimento di rame e cobalto, attribuibile ad attività portuali, apporti fluviali e fenomeni legati alla produttività biologica locale. I livelli di PCB risultano intermedi rispetto al bacino tirrenico e nettamente inferiori a noti hotspot di contaminazione del Mediterraneo come Marsiglia e Barcellona. Le concentrazioni di DDT sono riconducibili a contaminazioni storiche, senza apporti recenti.
«I porti turistici rappresentano i luoghi ideali per connettere conoscenza, innovazione e sostenibilità. Marina d'Arechi ha improntato la propria azione fin dalla sua progettazione verso la responsabilità, la consapevolezza ambientale e il rispetto di una risorsa fondamentale per il nostro territorio e per le future generazioni», ha dichiarato il presidente di Marina d'Arechi, Agostino Gallozzi, che ha aggiunto: «Siamo assolutamente convinti che la tutela del mare non sia soltanto un dovere ambientale, ma anche una leva strategica per lo sviluppo economico, la competitività dei territori costieri e la crescita dell'intera Blue Economy. Investire nella conoscenza scientifica, nel monitoraggio degli ecosistemi marini e nell'educazione significa creare le condizioni per uno sviluppo duraturo, capace di generare valore, occupazione e benessere per le comunità che vivono e lavorano sul mare».
A margine dell'evento (guarda la video intervista), Gallozzi ha poi allargato il ragionamento ai comportamenti individuali: «Il mare si inquina non di per sé: vi finisce ciò che deriva dall'attività umana. Sono i comportamenti individuali che possono fare la differenza». Un approccio che implica anche interventi formativi strutturati: «Così come insegniamo le regole della navigazione e della sicurezza, dovremmo insegnare anche quelle della tutela del mare. Per questo credo che la conoscenza delle buone pratiche ambientali debba trovare spazio nei percorsi formativi per il conseguimento delle patenti nautiche, affinché ogni navigante diventi anche un custode consapevole del nostro patrimonio marino».
«Siamo profondamente grati a Marina d'Arechi per averci ospitato e per continuare a sostenere il progetto M.A.R.E. Condividere i risultati scientifici con la comunità è parte essenziale della nostra missione, e farlo in un luogo così attento alla sostenibilità rende questo percorso ancora più significativo. L'entusiasmo e la partecipazione di oggi dimostrano che la tutela del Mediterraneo è un impegno condiviso, che cresce quando viene raccontato e vissuto insieme», ha concluso Enrico Bertacchi (guarda la video intervista), Segretario Generale della Fondazione Centro Velico Caprera ETS.


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