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Africa occidentale, nuove sfide per il trasporto merci

 


Grandi investimenti infrastrutturali e cambiamenti nei flussi commerciali stanno ridisegnando la connettività del trasporto merci in Benin, Costa d’Avorio, Ghana, Nigeria e Togo, in un contesto geopolitico sempre più incerto. A limitare l’accesso dei produttori ai mercati regionali e nazionali restano però gli elevati costi di trasporto, le condizioni delle infrastrutture stradali e i ritardi alle frontiere. Il quadro assume particolare rilevanza considerando l’evoluzione demografica ed economica prevista per la regione. La popolazione dei cinque Paesi è destinata a superare i 500 milioni di abitanti entro il 2050, mentre gli scambi commerciali sono previsti raddoppiare in termini di peso e triplicare in valore. 
È quanto emerge dal rapporto dell’International Transport Forum (ITF) dedicato alla connettività regionale delle merci in Africa occidentale (West Africa FreightTransportEnhancing RegionalConnectivity). Lo studio analizza come gli investimenti nelle infrastrutture di trasporto, accompagnati da politiche volte a facilitare la movimentazione transfrontaliera delle merci, possano migliorare i collegamenti e distribuire più ampiamente i benefici della connettività nella regione.  
Con un orizzonte al 2050, il documento individua una combinazione di interventi infrastrutturali e misure regolatorie, organizzative e amministrative, ponendo al centro i temi della sostenibilità e della resilienza. L’obiettivo è ridurre i divari di connettività che ancora caratterizzano i collegamenti regionali. 
Sul fronte dei finanziamenti, l’ITF indica la possibilità di ricorrere a forme di finanziamento misto e alla partecipazione del settore privato per colmare i deficit di risorse destinati ai collegamenti regionali prioritari. Un'altra leva riguarda la gestione dei corridoi: il rafforzamento delle autorità già esistenti potrebbe contribuire a semplificare le operazioni transfrontaliere e ridurre i tempi di attesa. 
La facilitazione degli scambi richiede inoltre un maggiore coordinamento regionale, in particolare per l'allineamento delle normative e l'interoperabilità dei dati. Il rapporto richiama anche la necessità di includere maggiormente commercianti informali e piccole e medie imprese nell'attuazione delle misure di facilitazione commerciale. 
Un ulteriore elemento riguarda la rete stradale secondaria. Secondo le indicazioni del rapporto, gli investimenti nella sua riabilitazione e manutenzione possono migliorare l'accesso ai mercati dei produttori delle aree rurali, contribuendo a ridurre uno dei vincoli che oggi limitano la connettività interna. 
La dimensione marittima rappresenta un altro elemento della strategia. Nello sviluppo delle politiche regionali per la connettività via mare, l'ITF invita a considerare la struttura dei mercati e il ruolo delle autorità pubbliche, con l'obiettivo di assicurare una distribuzione più ampia dei benefici. 
Il report indica inoltre la necessità di rafforzare la resilienza e la diversificazione modale dei collegamenti regionali. In particolare, la diversificazione delle opzioni di trasporto marittimo costiero viene indicata come uno strumento per rendere le reti regionali più resilienti alle interruzioni. 
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