Cavi sottomarini, piano Ue da 347 mln
La Commissione europea ha adottato un nuovo “Cable Security Toolbox” e un pacchetto di progetti per un valore complessivo di 347 milioni di euro con l’obiettivo di rafforzare la sicurezza dei cavi sottomarini per la trasmissione dati, infrastrutture strategiche che veicolano quasi tutto il traffico internet intercontinentale.
L’iniziativa si inserisce nel Piano d’azione Ue sulla sicurezza dei cavi, lanciato circa un anno fa in risposta alle preoccupazioni per la vulnerabilità di queste infrastrutture critiche e per le conseguenze sistemiche in caso di interruzione.
Il Cable Security Toolbox definisce una serie di misure operative per ridurre i rischi e rafforzare la protezione delle infrastrutture. Lo strumento si basa su una valutazione del rischio completata nell’ottobre 2025, che ha analizzato minacce, vulnerabilità e dipendenze legate ai cavi sottomarini. Il documento include sia interventi di policy sia azioni tecniche, con l’obiettivo di supportare Stati membri e operatori nel potenziamento delle capacità di prevenzione, monitoraggio e risposta.
Parallelamente, la Commissione ha pubblicato un elenco di 13 “Progetti di cavi di interesse europeo”, che saranno sviluppati per fasi nei prossimi 15 anni. L’elenco orienterà le decisioni di finanziamento pubblico e contribuirà a concentrare il sostegno dell’Ue sulle rotte e sui sistemi ritenuti più strategici.
Per sostenere l’attuazione del piano, è stato aggiornato il programma di lavoro CEF Digital, con nuovi bandi dedicati alla costruzione di cavi, ai sistemi di monitoraggio e al rafforzamento delle capacità di riparazione.
Nel 2026 saranno messi a disposizione 60 milioni di euro per attrezzature di riparazione dei cavi, a cui si aggiunge un bando separato da 20 milioni per strumenti di monitoraggio in grado di rilevare danni e monitorare le condizioni sottomarine. Ulteriori 267 milioni saranno disponibili tra il 2026 e il 2027 per i progetti prioritari.
È stato inoltre lanciato un ulteriore bando da 20 milioni di euro focalizzato sull’accelerazione delle riparazioni. Le attrezzature saranno posizionate in porti e cantieri navali per consentire interventi rapidi in caso di danneggiamento. Il primo progetto pilota riguarderà il Mar Baltico, area che negli ultimi anni ha registrato un aumento delle interruzioni dei cavi.



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