Inmarsat analizza i rischi per la sicurezza in mare
Inmarsat Maritime, società del gruppo Viasat, ha lanciato il Maritime Safety Data Hub, una piattaforma che analizza i principali fattori di rischio per la navigazione attraverso l'integrazione di tre anni di dati del Global Maritime Distress and Safety System (GMDSS) e di 106.975 messaggi di sicurezza marittima trasmessi nel 2025. L'analisi, realizzata in collaborazione con SeaFocus, società di consulenza specializzata nella supply chain, consente di individuare non soltanto i singoli incidenti, ma anche ricorrenze e tendenze legate a condizioni meteorologiche, pressioni operative e instabilità geopolitica.
Nel 2025 il meteo ha rappresentato l'84,6% dei messaggi urgenti analizzati. Tra i fenomeni meteorologici identificati, le tempeste hanno costituito il 75%. Il confronto tra gli avvisi di sicurezza e le chiamate di soccorso GMDSS ha inoltre evidenziato diversi casi nei quali le richieste di soccorso provenivano da aree già interessate da un'allerta meteorologica.
Il numero di chiamate GMDSS ricevute da Inmarsat è rimasto sostanzialmente stabile nel triennio: 741 nel 2025, rispetto alle 788 del 2023 e alle 801 del 2024.
Sul fronte geopolitico, nel 2025 la prosecuzione delle criticità nel Mar Rosso, le sanzioni che hanno interessato le operazioni delle petroliere e l'aumento delle tensioni nel Golfo Persico e nel Mar Nero hanno modificato alcune rotte tradizionali, aumentando la complessità operativa. A questi fattori si è aggiunta la crescita delle interferenze elettroniche, con episodi di GPS spoofing, jamming dei segnali e altre forme di disturbo alla navigazione registrate soprattutto nei corridoi commerciali strategici del Medio Oriente.
I tankers hanno registrato anche nel 2025 il maggior numero di chiamate GMDSS tra le tipologie di navi, con 203 casi, quasi il doppio rispetto alle 105 chiamate relative alle portarinfuse.
Per il segmento delle petroliere, ai rischi tradizionali legati a condizioni meteo, avarie e incidenti di navigazione si sono aggiunti gli effetti delle sanzioni, le interferenze elettroniche e la presenza di shadow fleet operanti al di fuori dei tradizionali quadri regolamentari.
Le portacontainer hanno totalizzato 54 chiamate di soccorso, quinto dato più elevato tra le tipologie di navi considerate. Anche questo segmento è stato interessato da episodi di GPS spoofing.
Nel Mar Rosso, inoltre, le deviazioni delle principali compagnie verso il Capo di Buona Speranza per ridurre l'esposizione agli attacchi hanno allungato i viaggi fino a due settimane, con conseguenze sull'impiego di carburante, sul carico di lavoro degli equipaggi e sull'esposizione delle navi durante la navigazione.






