Assiterminal, PRP flessibili e mercato portuale
La flessibilità dei Piani regolatori portuali (PRP) deve tenere conto dei mercati in cui operano gli scali e garantire coerenza tra pianificazione, concessioni e piani d’impresa. È la posizione espressa da Assiterminal nel dibattito sul disegno di legge di riforma dei porti, con un richiamo alla certezza del diritto e alla necessità di valutare gli scali come parte di un sistema logistico più ampio.
Secondo l’associazione dei terminalisti, gli assetti concessori sono definiti anche sulla base dei perimetri di mercato e devono consentire agli operatori di valorizzare gli investimenti, rispettare i piani economico-finanziari e realizzare i progetti di sviluppo. In questo quadro, Assiterminal sottolinea che gli effetti della riforma non potranno avere carattere retroattivo.
La pianificazione portuale, sostiene l’associazione, deve essere coerente con una visione complessiva del mercato della logistica marittima e terrestre. Il Piano nazionale delle infrastrutture, i Piani regolatori portuali e i Documenti di pianificazione strategica di sistema incidono infatti sul contesto in cui i terminalisti hanno costruito, insieme alle amministrazioni pubbliche e alle Autorità di Sistema portuale, i propri piani d’impresa.
Assiterminal invita inoltre a superare una lettura dei porti come singoli scali, considerando la capacità di offerta del sistema nazionale rispetto al mercato industriale, con uno sguardo al Mediterraneo e all’Europa. La gestione della pianificazione richiede quindi flessibilità e modelli adeguati alle caratteristiche del mercato, nel rispetto dei principi di efficacia ed efficienza e della valorizzazione del demanio portuale.
L’associazione auspica infine che proseguano il confronto nella Commissione Trasporti della Camera e l’interlocuzione con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.







