Assiterminal, tre nodi sulla riforma dei porti
La riforma del sistema portuale italiano procede alla Camera e Assiterminal valuta positivamente l’accelerazione dell’iter parlamentare, ma richiama l’attenzione su tre elementi ritenuti critici per la governance dei porti, la certezza del diritto e l’attrattività degli investimenti privati. Il tema è stato al centro dell’ultimo Consiglio Direttivo dell’associazione, riunito a Genova per due giornate di lavori con la partecipazione delle aziende associate, stakeholder e rappresentanti delle istituzioni.
Il primo punto su cui l’associazione punta l’attenzione riguarda il ruolo delle Autorità di Sistema Portuale (AdSP) e il rapporto con gli investimenti privati. Secondo Assiterminal, nella formulazione attuale le concessioni continuerebbero a essere formalmente rilasciate dalle AdSP, ma l’eventuale attribuzione a Porti d’Italia della realizzazione anche delle “opere calde” potrebbe incidere sulla funzione del mercato nell’individuazione del soggetto chiamato a gestire il terminal. La gestione rappresenterebbe infatti lo strumento per remunerare gli investimenti effettuati per la realizzazione delle opere.
L’associazione ritiene inoltre che alle AdSP potrebbe rimanere una funzione prevalentemente demaniale, mentre la remunerazione delle opere attraverso le tariffe del terminal trasferirebbe sostanzialmente l’onere sul cliente marittimo. Secondo Assiterminal, questo assetto potrebbe ridurre l’attrattività degli investimenti privati nel sistema portuale.
La seconda criticità riguarda la distinzione tra soggetto concedente e concessionario. Il testo, secondo l’associazione, consentirebbe a Porti d’Italia di concedere a terzi i lavori oggetto della concessione di cui la stessa società è affidataria, concentrando in un unico soggetto le qualifiche di concessionario di un servizio di interesse economico generale e di concedente per il medesimo oggetto.
Assiterminal segnala possibili criticità anche rispetto al diritto europeo e una sovrapposizione con le competenze delle AdSP, la cui disciplina sarebbe rinviata a una eventuale convenzione di coordinamento.
Il terzo elemento riguarda la certezza del diritto e i rapporti già in essere. L’associazione chiede la soppressione delle disposizioni del disegno di legge che avrebbero applicazione retroattiva su concessioni e rapporti pregressi, richiamando in questo senso anche alcuni emendamenti depositati. In assenza di modifiche, secondo Assiterminal, potrebbe determinarsi incertezza del diritto e un conseguente disincentivo agli investimenti.
Nel confronto parlamentare restano inoltre accantonate alcune proposte emendative che, secondo l’associazione, potrebbero consentire soluzioni intermedie, tra cui gli emendamenti 9.121 e 29.16.
Assiterminal sostiene quindi la prosecuzione del confronto sulla riforma, mantenendo l’obiettivo di rafforzare la competitività e la visione unitaria della portualità italiana, ma intervenendo sugli aspetti che, secondo l’associazione, possono generare criticità per governance, certezza giuridica e investimenti privati.
Nel corso dell’incontro sono stati discussi anche altri aspetti dell’attuale contesto portuale, dal rinnovo del contratto collettivo di lavoro alla digitalizzazione, dalla transizione energetica all’analisi di mercato e alla sostenibilità.







