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Fincantieri, Piano da 50 miliardi al 2030

 


Fincantieri accelera sulla crescita industriale e finanziaria con il Piano 2026-2030, presentato dall’Amministratore Delegato e Direttore Generale Pierroberto Folgiero. Il Gruppo punta su rafforzamento della capacità produttiva, incremento della produttività, sviluppo tecnologico e crescita nelle adiacenze, con un programma di investimenti da 1,9 miliardi di euro interamente autofinanziato e nuovi ordini attesi per oltre 50 miliardi nel periodo. 
“Con il Piano Industriale 2026-2030 Fincantieri compie un ulteriore deciso passo in avanti nella propria traiettoria di crescita, confermando la solidità della visione strategica dello scorso triennio, combinata con un aumento della capacità produttiva per assecondare i macrotrend della domanda, dimostrando la capacità di generare valore molto sostenibile nel tempo," ha dichiarato Folgiero. "In aggiunta al carico di lavoro complessivo record pari a circa 60 miliardi di euro già acquisito che fornisce elevata visibilità nel tempo, prevediamo oltre 50 miliardi di euro di nuovi ordini nel periodo, una crescita media annua dei ricavi dell’8% e un utile netto di circa 500 milioni di euro nel 2030 guidato da un aumento dei ricavi del 40% e dell’EBITDA del 90% rispetto al 2025. Tutto ciò sostenuto da una struttura finanziaria sempre più solida e da una significativa generazione di cassa idonea sia ad autofinanziare gli investimenti per l’aumento della capacità produttiva sia a perseguire gli obiettivi di disciplina finanziaria e deleveraging". 
Folgiero ha ricordato come il comparto Difesa rappresenti un ruolo centrale nella strategia del Gruppo: "l’aumento atteso della domanda e il raddoppio della capacità produttiva dei nostri cantieri italiani ci permetteranno di rafforzare la nostra posizione nei programmi nazionali e internazionali più rilevanti". "Accanto a questo, l’espansione accelerata dell’Underwater, con lo sviluppo del portafoglio prodotti nel business non convenzionale, la crescita tecnologica nel business Offshore e la profittabilità del business Cruise – sostenuto da una pipeline commerciale in crescita sia in quantità che in qualità, con ordini attesi già nei prossimi mesi che estenderanno la visibilità del backlog oltre il 2036 e con un incremento della profittabilità – rappresentano i pilastri e le sinergie su cui costruiamo il nostro futuro". 
Quattro le direttrici indicate: "potenziamento della capacità produttiva, incremento della produttività, continuazione dei progetti strategici su evoluzione prodotti e processi costruttivi e crescita nelle adiacenze, con un piano di investimenti per circa 1,9 miliardi di euro interamente autofinanziati che includono circa 250 milioni di euro legati ad un possibile raddoppio della produzione Offshore in Vietnam con l’introduzione di un secondo cantiere, ove ne ricorrano le condizioni". "Fincantieri si conferma quindi protagonista della trasformazione dell’industria navale globale che assume un crescente peso geopolitico, continuando a investire in tecnologia, digitalizzazione e capacità produttiva per garantire al Gruppo una leadership duratura nei segmenti a maggior valore aggiunto e una crescita profonda di lungo periodo.” 
Sul piano economico, i ricavi sono attesi a 9,2-9,3 miliardi nel 2026, circa 11 miliardi nel 2028 e 12,5 miliardi nel 2030, con un CAGR dell’8%. L’EBITDA è previsto a 700 milioni nel 2026, 930 milioni nel 2028 e 1,25 miliardi nel 2030, con margini in crescita fino al 10%. L’utile netto dovrebbe superare già nel 2026 quello del 2025, attestarsi a 220 milioni nel 2028 e raggiungere i 500 milioni nel 2030. Il rapporto PFN/EBITDA è stimato in calo fino a 1,0x a fine Piano, con possibile avvio della distribuzione di dividendi dal 2028. 
Il pilastro del “capacity boost” prevede il raddoppio dei volumi produttivi nel segmento Difesa nei cantieri italiani e una riduzione di 18 mesi nei tempi di costruzione delle fregate FREMM. In Italia è prevista la conversione del cantiere di Castellammare di Stabia alla sola produzione militare, la terza linea di varo a Riva Trigoso e l’utilizzo dell’Arsenale di La Spezia per i sottomarini. In Romania crescerà la produzione di sezioni cruise, mentre in Vietnam è allo studio un secondo sito Offshore. 
Nel Cruise, la pipeline commerciale si estende oltre il 2036, con focus su efficienza operativa, navi ripetute e sviluppo di Marine Interiors e Service & Refitting. 
Nel segmento Difesa, oltre a 5 miliardi di ordini attesi nei prossimi sei mesi, il Gruppo punta su integrazione tra unità di superficie e droni subacquei e sul concetto di “nave madre”. 
L’Underwater beneficia dei programmi di espansione delle flotte sottomarine e della domanda di soluzioni per infrastrutture critiche e applicazioni dual-use, anche attraverso acquisizioni e partnership. Nell’Offshore e Navi speciali si prevede una ripresa trainata dall’eolico offshore, con riorganizzazione produttiva tra Romania, Norvegia e Vietnam. 
Sul fronte tecnologico, il Piano prevede l’implementazione del Fincantieri Digital Ecosystem e della piattaforma Navis Sapiens, abilitando una nuova generazione di navi connesse e aggiornabili lungo l’intero ciclo di vita. 
È confermata inoltre la roadmap verso la prima nave da crociera net zero nel 2035. La forza lavoro diretta è prevista in crescita fino a circa 27.500 unità al 2030, con programmi di reskilling e upskilling e un obiettivo di aumento della produttività del 25%.
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