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Materie prime critiche: Panaro (SRM):"Non farsi trovare impreparati"


 

Nel nuovo rapporto annuale SRM i traffici portuali italiani mostrano i primi segnali di rallentamento: dopo un 2025 sostanzialmente stabile, nei primi mesi del 2026 l'import-export via mare è calato dell'8-9%, sia in entrata che in uscita. A pesare è soprattutto la flessione nel traffico di materie prime, che alimentano il nostro sistema manifatturiero attraverso porti strategici come Ravenna e Trieste per l'oil e Bari per i cereali. 
Alessandro Panaro (SRM) si sofferma in particolare sulle materie prime critiche, come la bauxite, i cui traffici sono cresciuti del 600-700% negli ultimi vent'anni, spinti dalle trasformazioni in corso nei settori automotive, aerospazio e tecnologia. 
Il governo ha individuato nei porti dell'Alto Adriatico i terminal naturali per intercettare questi flussi, ma per Panaro l'Italia non può permettersi di aspettare che il mercato maturi: "bisogna investire da subito, con interventi mirati su digitalizzazione e infrastrutture, per non trovarsi sempre un passo indietro". 
Panaro allarga infine lo sguardo al contesto: gli ultimi rapporti SRM fotografano anni segnati da shock geopolitici continui, dalla guerra in Ucraina al Medio Oriente fino al blocco di Hormuz, che rendono difficile leggere andamenti organici. Ma un punto di convergenza c'è: la competitività dei porti italiani passerà sempre di più da digitalizzazione ed efficienza logistica.
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