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Salerno Boat Show, al via la nona edizione

 


Si apre venerdì 6 novembre e resta aperto fino a mercoledì 11 il Salerno Boat Show, il salone nautico organizzato e ospitato da Marina d’Arechi, giunto alla nona edizione. In mostra 220 imbarcazioni nuove, di cui 185 in acqua e 35 a terra, il 10% in più rispetto alla precedente edizione, che aveva dato spazio anche all’usato, ora limitato a poche unità. “Quest’anno ci siamo dovuti limitare a 220 imbarcazioni. Il salone si tiene in una marina che è piena: la vera sfida è liberare posti barca per gli espositori”, spiega il presidente Agostino Gallozzi. Per la prossima edizione si ragiona su come aumentarli. 
Gli espositori sono 110, i brand 205, a coprire la filiera di prodotti e servizi, su oltre 40mila metri quadrati. L'esposizione comprenderà un'ampia varietà di tipologie e dimensioni, con una significativa presenza di imbarcazioni a motore, gommoni, catamarani e barche a vela, con una passeggiata espositiva che “non si ferma dove finisce la panchina di riva: prosegue lungo la curva fino al pontile dei megayacht”. 
Inserito nella rete degli appuntamenti espositivi di Confindustria Nautica Salerno Boat Show, come sottolinea Gallozzi, “non è più soltanto un salone locale: entriamo in un sistema di portata nazionale e internazionale”. L’ingresso è gratuito, dalle 10 alle 18, con apertura prolungata fino alle 21 sabato 7 novembre. L’obiettivo è il pubblico generalista: “se vuoi espandere il mercato, devi farlo conoscere a quante più persone possibile”. 
Il contesto in cui si inserisce la manifestazione è quello di una stagione estiva da sold out: tutto esaurito degli ormeggi annuali e stagionali e circa 1.100 approdi di transito, egualmente ripartiti tra imbarcazioni fino a 24 metri e mega yacht. La permanenza media è salita da 3 a 4 giorni per le unità fino a 24 metri e da 4 a 5 per i mega yacht, la cui dimensione media è cresciuta del 2,9%. Cresce in particolare il segmento delle unità tra 60 e 80 metri, caratterizzati “da una capacità di spesa più elevata”. 
All’origine delle soste più lunghe, secondo Gallozzi, c’è un cambio di modello: “Il nostro materiale di presentazione parte dal territorio. Siamo diventati ambasciatori della nostra terra nei confronti di una clientela particolare”. Dalla costiera amalfitana a quella cilentana, fino alle aree interne. “Marina d’Arechi è molto più di un porto turistico: è un’infrastruttura capace di creare valore, attrarre flussi turistici qualificati e contribuire alla crescita dell’economia locale”. 
L’offerta si regge sulla cosiddetta “intermodalità turistica” che, come quella commerciale, sfrutta il sistema di interscambio tra alta velocità, autostrada e un aeroporto che dista 7-8 chilometri e dispone di una struttura per i voli privati. Ad accrescere l’attrattività anche le dotazioni strutturali e infrastrutturali di Marina D’Arechi: “ sulle banchine sono installate colonnine da 600 ampere per il cold ironing, che permette alle granndi unità di spegnere i generatori. La diga foranea è in pietra naturale a parete obliqua, montata a mosaico sul modello dei muri a secco della costiera amalfitana. Niente blocchi di calcestruzzo, niente cementificazione: è stata una scelta estremamente coraggiosa”. 
Le stime di fine stagione 2026 indicano oltre 560 occupati nell’infrastruttura e circa 150mila giorni-presenza di diportisti nell’anno. La clientela è per metà salernitana, il resto italiana e straniera, con tedeschi e inglesi tra i più assidui frequentatori. Per i posti barca a lungo termine, “l’indice di conferma è altissimo”; per i megayacht, “il livello di ritorno è molto alto”. 
Sul futuro progetto alberghiero che andrebbe a consolidare ukteriormente la presenza di Marina D’Arechi sul territorio Gallozzi ricorda che “la valutazione di impatto ambientale (VIA) è passata da regionale a nazionale e segue la procedura della Zona economica speciale (ZES)”. “Il progetto è completato. Le più grandi catene internazionali si stanno candidando. Non pensiamo di improvvisarci albergatori, non è il nostro mestiere: la proprietà resta di Marina d’Arechi, la gestione andrà a un grande gruppo”. 
Per il futuro: “Con il palazzetto dello sport e lo stadio, entrambi finanziati, siamo arrivati al punto di svolta. Sarà un distretto che mette insieme il tempo libero e una parte di espansione abitativa della città”.
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