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D’Agostino: nuovi corridoi, poche alternative reali


 

I corridoi intermodali e logistici globali esistono in gran parte solo sulla carta, e la ridondanza delle infrastrutture può essere sostenuta soltanto da soggetti pubblici. È l’analisi di Zeno D’Agostino, Presidente Cons. Amm. di Technital Spa, a margine dell’apertura di Green Logistic Expo a Padova. 
«A livello globale registriamo una corsa della logistica parallela a quella geopolitica: gli stessi conflitti vedono protagonisti alcuni paesi, come la Turchia, molto presente come competitor sui nuovi corridoi intermodali. Le opportunità sono tante per chi deve progettare, investire, costruire, e si spera anche per chi deve far viaggiare le merci. Ma molti di questi corridoi sono sulla carta e non sono corridoi reali: esistono tante iniziative, tanti finanziamenti, tanti progetti, ma chi deve far viaggiare le merci queste alternative non le ha». 
«Sapere oggi se Hormuz sarà aperto fra tre anni o Suez fra cinque è un azzardo. Chi mette decine e decine di miliardi su queste infrastrutture scommette sulle proprie capacità e spesso anche sulle sfortune altrui. Chi può avere questa capacità se non i soggetti pubblici? La ridondanza prevede due elementi. Spazio, perché se voglio una ridondanza di infrastrutture devo ragionare su territori oggi vuoti, e non parliamo di Europa o di Italia: l’Italia non ha spazio per la ridondanza. Parliamo di nuovi soggetti che mettono a disposizione spazi, finanziamenti, investimenti: paesi con tanti spazi, a volte pieni di deserti, e con grandi capacità finanziarie». 
Sul rapporto tra pubblico e privato: «Nella logistica internazionale parliamo di oligopoli sempre più trasversali: prima erano confinati allo spazio marittimo, oggi si estendono sempre di più sulla terra. Il privato è un soggetto potentissimo, e spesso è privato a casa nostra ma di proprietà pubblica a casa loro. PSA sta investendo qui a Padova: ragiona in maniera manageriale e competitiva a livello globale, ma è di proprietà dello Stato di Singapore. Con una dimensione economica di questo tipo, o ci sono soggetti oligopolistici privati con capacità finanziarie enormi, o queste capacità vengono date da Stati veri e propri». 
Sulla formazione: «Chi deve affrontare questi temi deve avere apertura mentale: ogni giorno le novità sono così importanti che pensare di avere ragione per sempre è sbagliato, bisogna cambiare idea ogni giorno. Anche chi ha una formazione umanistica ha oggi una grande possibilità. Sono laureato in scienze politiche: trent’anni fa mettere insieme logistica e politica sembrava poco armonico, oggi geopolitica e logistica sono in molti casi la stessa cosa».
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