Genova e Savona, parte il confronto sul PRP
Prende il via venerdì 4 settembre il programma di incontri promosso dall’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale sulle proposte del nuovo Piano Regolatore Portuale, destinato a definire l’assetto e le destinazioni funzionali delle aree dei porti di Genova e Savona-Vado per i prossimi decenni.
Il calendario prevede oltre 20 incontri nell’arco di circa 40 giorni con il cluster portuale, le istituzioni interessate, le associazioni di categoria e gli altri stakeholder pubblici e privati coinvolti dalle scelte di pianificazione. Gli appuntamenti serviranno a illustrare le ipotesi in corso di definizione, gli indirizzi e le proposte allo studio e ad acquisire eventuali elementi utili prima dei successivi passaggi istituzionali.
L’Autorità di Sistema Portuale ha previsto inoltre incontri specifici con comitati e associazioni dei cittadini che hanno manifestato interesse per le tematiche portuali, in particolare per gli aspetti legati al rapporto tra porto e territorio.
Al termine del percorso, l’AdSP renderà disponibili attraverso uno spazio web dedicato i documenti e i materiali presentati durante gli incontri, consentendone la consultazione agli interessati.
Il programma degli incontri accompagnerà la definizione delle proposte di Piano verso la presentazione e la discussione in Comitato di Gestione, prevista tra la fine del 2026 e gennaio 2027, ai fini dell’avvio della Valutazione Ambientale Strategica (VAS). Successivamente prenderà avvio l’iter amministrativo previsto per il Piano dall’articolo 5 della legge 84/1994, compresa la procedura di VAS.
Per supportare il percorso di interlocuzione con stakeholder e territori, l’Autorità di Sistema Portuale ha coinvolto Avventura Urbana, società specializzata nei processi partecipativi.
Il presidente dell’AdSP del Mar Ligure Occidentale, Matteo Paroli, ha definito la pianificazione portuale «una delle responsabilità più rilevanti affidate dalla legge alle Autorità di Sistema Portuale», sottolineando che il Piano «determina le condizioni di crescita e competitività dei porti e incide sul loro rapporto con le città e con il territorio».
«Vogliamo esercitare questa responsabilità con trasparenza, illustrando le ipotesi su cui stiamo lavorando prima dei passaggi istituzionali e ascoltando i soggetti interessati», ha dichiarato Paroli.
Il confronto, ha aggiunto, riguarderà il cluster portuale, le istituzioni e le associazioni di categoria, ma anche «i comitati e le associazioni dei cittadini».
La scelta, secondo il presidente, punta a costruire «un rapporto più evoluto tra porto e città », considerando non soltanto le istituzioni ma anche «le comunità , i territori e le realtà economiche e sociali che con il porto convivono e si confrontano».
Paroli ha inoltre precisato che il coinvolgimento degli stakeholder non modifica le competenze dell’Autorità : «Questa apertura non mette in discussione ruoli e competenze, ma qualifica il modo in cui intendiamo esercitarli: con capacità di ascolto e piena assunzione della responsabilità delle scelte».






