Blue Marina Awards, tappa a Porto Cervo
Porto Cervo Marina ha al Pevero Golf Club la sesta tappa dei Blue Marina Awards 2026, dedicata alle applicazioni della sostenibilità nella portualità turistica. Istituzioni, operatori, imprese e ricerca si sono confrontati su efficienza energetica, gestione delle risorse, tecnologie digitali, tutela degli ecosistemi ed economia circolare nella nautica. Ad aprire i lavori sono stati Davide Cerea, CFO di Smeralda Holding e Porto Cervo Marina, e Walter Vassallo, fondatore dei Blue Marina Awards, con la moderazione di Camilla Rocca di Forbes Italia e Nautica.
Il confronto ha affrontato l'evoluzione dei porti turistici, chiamati a integrare la qualità dei servizi con la gestione delle infrastrutture e il rapporto con il territorio.
Sul piano nazionale, Luciano Serra, presidente di ASSONAT-Confcommercio, ha richiamato la necessità di rendere le pratiche sostenibili applicabili e replicabili, attraverso strumenti adeguati e criteri di misurazione. Gianni Sale, presidente di Assonautica Centro Nord Sardegna, ha invece posto l'accento sulle ricadute economiche dei marina, tra turismo, servizi, occupazione e sviluppo delle imprese locali.
Al confronto hanno partecipato anche il Capitano di Vascello Amedeo Nacarlo, in rappresentanza del Direttore Marittimo del Nord Sardegna, e Alessandro Careddu, delegato alla Portualità del Comune di Arzachena.
Gli interventi hanno riguardato la prevenzione degli scarichi, la tutela del mare e il coordinamento tra autorità, amministrazioni, gestori e diportisti. Corrado Fara, presidente della III Zona FIV Sardegna, ha affrontato il tema della formazione e della diffusione della cultura marinaresca e ambientale.
La gestione delle risorse è stata al centro del confronto sulle infrastrutture della transizione. Efficienza energetica, fonti rinnovabili, consumi idrici e nuovi vettori sono stati esaminati in relazione alla loro applicabilità nei porti turistici.
Francesco Martellini del Consiglio nazionale di Amici della Terra ha sottolineato l'importanza di valutare le tecnologie in funzione dei risultati ambientali e della sostenibilità economica.
«Non tutte le tecnologie sono sostenibili in ogni contesto, lo diventano quando producono un miglioramento misurabile con costi e impatti proporzionati», ha affermato Martellini, evidenziando come l'efficienza riguardi anche la gestione complessiva delle risorse e il rapporto con l'ecosistema costiero.
Sono intervenute inoltre Emma Sarti di Porto Cervo Marina e Smeralda Holding, con l'esperienza della gestione operativa, e Laura Andaloro del CNR, che ha approfondito opportunità e limiti dei nuovi vettori energetici per la portualità e la nautica.
Un ulteriore ambito di discussione ha riguardato l'impiego di intelligenza artificiale, robotica, sensoristica e strumenti digitali per il monitoraggio ambientale e la gestione delle infrastrutture. Gianfranco Bacchi, 122° comandante dell'Amerigo Vespucci, Joyeeta Das, CEO e fondatrice di Samudra Oceans, Fabio Legni, CEO di Poseidon Software, e Jan Pachner, presidente di One Ocean Foundation, hanno contribuito al confronto sulle applicazioni tecnologiche per migliorare la conoscenza dell'ambiente portuale e supportare le decisioni operative.
Il Circular Yachting ha spostato l'attenzione sulla gestione dei materiali lungo il ciclo di vita delle imbarcazioni, dalla progettazione alla manutenzione, fino al recupero degli scarti. Maurizio Giani, direttore marketing di Herambiente, ha illustrato le attività di valorizzazione dei materiali, tra cui l'impianto FIB3R per la fibra di carbonio e il progetto artistico SCART.
«L'economia circolare diventa davvero efficace quando riesce a coniugare innovazione industriale, collaborazione tra filiere e coinvolgimento delle persone», ha dichiarato Giani, richiamando l'esigenza di affiancare alle soluzioni tecnologiche iniziative di sensibilizzazione e responsabilità condivisa.
Sul rapporto tra innovazione e sperimentazione è intervenuto Mario Mariani, CEO e fondatore di The Net Value, che ha presentato l'esperienza di BIOS, basata sulla collaborazione tra startup, imprese, ricerca e territorio per testare soluzioni su casi d'uso reali e accompagnarle verso il mercato.
«È un modello che può essere trasferito anche alla nautica: i marina possono diventare luoghi di sperimentazione concreta per nuove soluzioni circolari applicate alla Blue Economy», ha spiegato Mariani.
La gestione quotidiana delle imbarcazioni è stata affrontata da Stefania Riboldi di Nuncas Marine, con riferimento all'impatto ambientale dei prodotti utilizzati per la pulizia e la manutenzione. Altri contributi sono arrivati da Vox Maris e BioDesign Foundation, sul recupero delle reti a fine vita, e da Cantiere del Pardo e Grand Soleil, sui materiali, la riciclabilità e la progettazione delle imbarcazioni.
La tappa di Porto Cervo ha infine approfondito l'evoluzione dei Blue Marina Awards, nati come sistema di valutazione dei marina basato su indicatori chiave di prestazione (KPI), evidenze oggettive e verifiche. Il progetto punta ora a svilupparsi come osservatorio permanente della portualità turistica italiana.
«Un marchio di riconoscimento fotografa un risultato. Il passaggio successivo è capire come evolve il settore», ha affermato Walter Vassallo, indicando nella raccolta e nel confronto dei dati uno strumento per individuare le esperienze efficaci e trasformarle in conoscenza utile per il comparto.







