Budget Ue, appello per reti e CEF
In vista del prossimo ciclo di bilancio pluriennale dell’Unione europea 2028-2034, 45 organizzazioni europee del settore trasporti hanno lanciato un appello congiunto ai governi nazionali per rafforzare i finanziamenti destinati alle infrastrutture e, in particolare, per portare la dotazione del futuro Connecting Europe Facility (CEF) ad almeno 100 miliardi di euro.
L’iniziativa si inserisce nel confronto sul nuovo Multi-Annual Financial Framework (MFF), con un nuovo round di discussioni in agenda al Consiglio Affari Generali del 24 febbraio. In una lettera aperta indirizzata ai ministri competenti, le organizzazioni firmatarie chiedono di “salvaguardare un budget Ue sufficiente per i trasporti nel futuro MFF e in particolare di rafforzare il futuro strumento CEF”, sottolineando come il sostegno europeo al comparto sia oggi “più pertinente che mai”.
Secondo i firmatari, una rete di trasporto europea robusta e interconnessa è condizione essenziale per rispondere agli obiettivi strategici dell’Unione, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche, trasformazioni geo-economiche e sfide climatiche. Solo con infrastrutture moderne e resilienti sarà possibile rafforzare la preparazione militare, la competitività industriale e la sovranità delle catene di approvvigionamento.
Nel documento si evidenzia come il settore continui a scontare un sottofinanziamento strutturale e rilevanti gap di copertura finanziaria, nonostante l’elevato valore aggiunto sociale di molti progetti. Le sovvenzioni europee, si legge, restano decisive per rendere sostenibili investimenti che non sempre generano ritorni economici sufficienti, oltre a svolgere un effetto leva sugli investimenti privati e nazionali. Il CEF viene indicato come uno strumento “cruciale e di grande successo”, ma penalizzato da una forte sovrasottoscrizione delle call a fronte di risorse insufficienti.
“Il settore europeo dei trasporti continua a lanciare l’allarme, spiega la segretaria generale di European Sea Ports Organisation (ESPO) Isabelle Ryckbost. “Abbiamo bisogno di infrastrutture e connettività di trasporto più numerose, migliori e resilienti per rendere l’Europa più competitiva e sicura. Ora è il momento per i governi nazionali di concordare un bilancio solido per il settore dei trasporti nell’ambito del futuro bilancio Ue. I governi dell’Ue dovrebbero comprendere che l’Europa può raggiungere i propri obiettivi strategici solo se dispone di un settore dei trasporti forte, che fornisca le fondamenta necessarie del mercato interno europeo.”
Ryckbost ha aggiunto: “In quanto porte d’accesso al mondo e pilastri cruciali della resilienza economica, geopolitica e climatica dell’Europa, i porti europei sono pronti a fare la loro parte e a impegnarsi, ma hanno bisogno che l’Europa li sostenga nei loro investimenti. Gli Stati membri dell’Ue possono ora invertire la rotta e garantire il necessario sostegno e rafforzamento di questo importante settore.”
Nel testo della lettera si ribadisce che “Un’Europa competitiva e resiliente richiede un bilancio Ue per i trasporti più forte” e che il settore dei trasporti è “la spina dorsale del mercato interno dell’Ue e della sua proiezione verso il mondo”.
Le organizzazioni sottolineano inoltre che “solo con infrastrutture di trasporto solide e all’avanguardia al centro del sistema l’Europa potrà rafforzare la propria resilienza e preparazione militare, consolidare la competitività industriale e salvaguardare la sovranità delle proprie catene di approvvigionamento”.



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