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Napoli: UNIPORT chiede accelerazione opere porto

 


Nel Porto di Napoli servono tempi certi per il completamento delle principali opere infrastrutturali portuali per non compromettere investimenti già avviati e opportunità di sviluppo logistico e operativo dello scalo. È questo il messaggio centrale emerso dall’incontro promosso da UNIPORT a margine del Consiglio direttivo dell’associazione, alla presenza del presidente della IX Commissione Trasporti della Camera Salvatore Deidda e dei rappresentanti del cluster marittimo-portuale. 
La notizia principale riguarda la richiesta avanzata dagli operatori portuali di accelerare l’attuazione degli interventi infrastrutturali già programmati e finanziati nello scalo partenopeo, considerati strategici per la riorganizzazione dei traffici, l’aumento degli spazi operativi e il rafforzamento della competitività del sistema logistico campano. Secondo quanto evidenziato dall’associazione, nello scalo sono stati già spesi oltre 200 milioni di euro di risorse pubbliche, ai quali si aggiungeranno almeno ulteriori 200 milioni di investimenti privati. In questo quadro, l’avanzamento delle opere in corso rappresenta un passaggio operativo determinante per rendere effettivi gli interventi di potenziamento infrastrutturale già programmati. 
Tra i principali interventi richiamati figurano la ristrutturazione della diga foranea e la nuova stazione marittima al Molo Beverello, oltre al completamento della diga foranea di Levante e allo sviluppo della Darsena di Levante, interventi considerati centrali per la sicurezza della navigazione, l’ampliamento degli spazi portuali e la riorganizzazione funzionale dei traffici ro-ro/pax, merci varie e attività cantieristiche. 
L’incontro ha inoltre evidenziato il ruolo del nuovo Piano regolatore portuale, attualmente in attesa del perfezionamento della procedura di Valutazione di impatto ambientale, e delle connessioni viarie e ferroviarie di accesso allo scalo, elementi ritenuti essenziali per il miglioramento dell’accessibilità intermodale del porto. Parte degli interventi è sostenuta anche da risorse del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR). 
Nel corso della visita operativa allo scalo, svolta via terra e via mare, è stato inoltre fatto il punto sullo stato di avanzamento delle opere programmate da lungo tempo e considerate funzionali all’ampliamento delle superfici operative a disposizione dei terminal e delle imprese portuali. 
«È finito il tempo dei rinvii: il Porto di Napoli non può più permettersi di restare fermo. Occorre fare presto, superare le persistenti conflittualità interne e accelerare il completamento delle opere già avviate per non disperdere le risorse pubbliche e private investite e per cogliere appieno le prospettive di sviluppo. Ad oggi sono stati spesi oltre 200 milioni di fondi pubblici e almeno altrettanti dovranno essere investiti in privato», ha dichiarato il presidente di UNIPORT Pasquale Legora de Feo. «Parliamo in alcuni casi di interventi programmati da oltre vent’anni che possono finalmente diventare realtà, a beneficio dell’intera comunità portuale in quanto si tratta di un’opera di cui evidentemente godranno tutte le categorie produttive (terminal ro/ro pax, merci varie, cantieristica, etc), grazie a un ampliamento degli spazi a disposizione. Ma servono tempi certi e una collaborazione concreta tra imprese e pubblica amministrazione; solo così sarà possibile generare sviluppo, occupazione e valore per il territorio». 


Nel confronto con la IX Commissione Trasporti della Camera sono state inoltre richiamate alcune recenti misure di interesse per il settore portuale, tra cui l’esenzione dall’obbligo di assicurazione individuale per i mezzi operanti in ambito portuale e la proroga al 2027 del cosiddetto “buono portuale”. Tra le criticità segnalate dagli operatori figura invece la tassazione regionale sui canoni demaniali in Campania, indicata come elemento potenzialmente penalizzante sul piano competitivo. 
«Come operatore del porto di Napoli, al pari di tutti i colleghi della Campania, auspico che la Regione abroghi quanto prima la legge che ha previsto il pagamento della tassa anche per le concessioni rilasciate dall'Autorità di Sistema Portuale, al fine di non perpetrare una situazione di svantaggio competitivo degli operatori dei porti campani. Come Presidente di UNIPORT, ritengo che sarebbe opportuno che, almeno per le concessioni terminalistiche rilasciate dalle AdSP, il legislatore statale ne escluda l’applicabilità o quantomeno, preveda un limite alla misura, al fine di prevenire il rischio di alterazioni del level playing field tra imprese che operano in porti di regioni diverse». 
«Il destino e lo sviluppo del porto di Napoli non possono essere condizionati dalle istanze o prese di posizione di pochi a svantaggio dei molti: se vogliamo cambiare veramente passo, tutti gli attori del sistema devono collaborare e dare un contributo allo sviluppo generale del porto e della sua economia, e ci deve stare vicino anche la politica nazionale, oggi qui rappresentata dal Presidente Deidda». 


Infine, UNIPORT ha ribadito la disponibilità a un confronto con istituzioni e decisore politico sul percorso di riforma dell’ordinamento portuale, con l’obiettivo di intervenire sugli aspetti ritenuti critici della normativa vigente.



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