Rotte energetiche, appello di Confitarma
La crescente instabilità geopolitica nell’area del Golfo Persico riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza marittima e della tutela dei traffici energetici globali. In questo contesto il presidente di Confitarma, Mario Zanetti, ha inviato una lettera al ministro della Difesa Guido Crosetto, con copia al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini e alle altre autorità competenti, per richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’aumento dei rischi per i marittimi e per il naviglio mercantile operante nell’area.
Nella comunicazione, l’associazione dell’armamento italiano evidenzia come il deterioramento del quadro di sicurezza nel Golfo di Persia e nello Stretto di Hormuz stia aumentando l’esposizione ai rischi per gli equipaggi impegnati nelle rotte commerciali che attraversano la regione.
Il presidente Zanetti ha inoltre ribadito l’apprezzamento dell’industria armatoriale nazionale per l’azione svolta quotidianamente dalla Marina Militare e dal Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera nella tutela della sicurezza marittima e degli interessi strategici del Paese.
Allo stesso tempo, ha sottolineato il ruolo cruciale dello Stretto di Hormuz per il commercio marittimo internazionale, in particolare per i traffici energetici.
Secondo i dati del Centro Studi di Confitarma, questo passaggio rappresenta uno dei principali chokepoint energetici globali. Attraverso lo stretto transita normalmente circa il 38% delle esportazioni mondiali di petrolio trasportato via mare, pari a circa il 20% dell’offerta energetica globale. A questi volumi si aggiungono circa il 30% del commercio marittimo mondiale di GPL e il 20% di quello di GNL.
La rilevanza della regione è significativa anche per l’Italia. Nel 2025 il nostro Paese ha importato dai Paesi del Golfo Persico circa 14,3 milioni di tonnellate di prodotti energetici, pari a oltre il 13% delle importazioni energetiche complessive, volumi che arrivano interamente via mare.
In questo scenario il naviglio mercantile, e in particolare i marittimi imbarcati, si trovano a operare in condizioni di rischio crescente, con possibili ripercussioni sulla sicurezza delle rotte commerciali e sulla continuità delle catene logistiche internazionali.
Alla luce della rilevanza degli interessi nazionali coinvolti e del ruolo svolto dalla flotta operata dall’armamento italiano nel garantire gli approvvigionamenti energetici e la fluidità degli scambi commerciali, Confitarma ritiene necessario rafforzare il dispositivo nazionale di presenza e sorveglianza marittima nelle aree interessate dalla crisi.
Tra le misure ipotizzate vi è anche il possibile dislocamento di unità della Marina Militare a tutela della libertà di navigazione e della sicurezza del traffico mercantile.
Un presidio di questo tipo contribuirebbe a rafforzare le condizioni di sicurezza per il naviglio commerciale e per gli equipaggi, oltre a rappresentare un segnale concreto di attenzione verso la tutela degli interessi strategici del Paese e la stabilità delle principali rotte marittime internazionali.
“La sicurezza della navigazione e dei marittimi rappresentano priorità assolute per il nostro Paese. In una fase caratterizzata da forti tensioni geopolitiche, come quella che stiamo osservando nell’area del Golfo Persico e dello Stretto di Hormuz, è fondamentale garantire il libero svolgimento del traffico mercantile internazionale”, ha evidenziato il presidente di Confitarma Mario Zanetti.
“La flotta operata dall’armamento italiano svolge un ruolo essenziale per la continuità degli approvvigionamenti energetici e commerciali del Paese e per mantenere attive le rotte del commercio globale. Per questo riteniamo importante il rafforzamento del dispositivo nazionale di presenza e sorveglianza marittima nell’area, anche attraverso il possibile dispiegamento di unità della Marina Militare, a tutela della libertà di navigazione e degli interessi strategici del Paese”, ha aggiunto Zanetti. Confitarma ha infine ricordato il proprio impegno nell’ambito del Comitato Interministeriale per la Sicurezza Marittima, organismo al quale partecipa sin dalla sua istituzione e attraverso il quale contribuisce al confronto con le amministrazioni competenti sui temi della sicurezza della navigazione.
Guarda su Porto e Interporto la video intervista a Luca Sisto sulla crisi nel Golfo Persico



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