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Eolico offshore, AERO chiede investimenti nei porti


 

La Puglia può avere un ruolo centrale nello sviluppo dell’eolico offshore nel Mediterraneo, ma per sostenere la crescita del settore sono necessari investimenti nelle infrastrutture portuali e logistiche. È quanto ha sottolineato Fulvio Mamone Capria, presidente di AERO (Associazione Energie Rinnovabili Offshore), intervenuto a Taranto alla presentazione del libro di Francesco Corvace Energie in Puglia - Pala al centro!
Secondo Mamone Capria, la Puglia è al centro dell’accelerazione della transizione energetica grazie alla disponibilità di risorse naturali. In questo contesto, l’eolico offshore nel Mediterraneo può contribuire alla produzione di energia elettrica combinando innovazione tecnologica, occupazione, riduzione dei costi in bolletta, sostenibilità ambientale e riconversione industriale. Il presidente di AERO ha richiamato in particolare la necessità di accompagnare lo sviluppo delle rinnovabili offshore con una crescita delle filiere industriali e territoriali. 
«Comunicare in modo chiaro e responsabile la transizione energetica è fondamentale per superare pregiudizi e far comprendere i reali benefici dei progetti per i territori», ha dichiarato. Per Mamone Capria, l’eolico offshore rappresenta una risorsa strategica per l’Italia e Taranto ha già svolto un ruolo di precursore nello sviluppo del settore. 
«Come AERO ribadiamo la necessità di supportare lo sviluppo delle rinnovabili dal mare, velocizzare gli iter autorizzativi e rafforzare le filiere industriali locali, affinché la Puglia e l’area ionica consolidino la propria leadership come hub energetico di riferimento nel Mediterraneo». 
Il tema delle infrastrutture portuali è stato posto al centro dell’intervento. «L’appello che rivolgiamo al Governo è quello di sbloccare le risorse finanziarie strategiche, già previste dal decreto Energia, per realizzare i cantieri portuali e logistici a Taranto e ad Augusta da cui dipenderà il successo nazionale dei progetti di eolico offshore». 
Secondo il presidente di AERO, la realizzazione a Taranto di componenti per gli impianti offshore potrebbe inoltre essere collegata al rafforzamento della capacità industriale dell’ex ILVA. «Costruire galleggianti in acciaio a Taranto potrebbe rispondere anche a quella necessità di rafforzare il ruolo dell’ex ILVA in funzione di una crescita industriale e produttiva sicura e sostenibile». 
Un ulteriore ambito riguarda l’assemblaggio delle turbine. «Sviluppare l’area di assemblaggio delle turbine potrebbe dare lavoro a diverse centinaia di nuovi occupati», ha aggiunto.  
Capria ha quindi chiesto una maggiore velocità nell’attuazione degli interventi finanziari. Tra le richieste figurano l’accelerazione degli impegni finanziari da parte del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (Mase), la programmazione delle risorse previste dall’autorizzazione ottenuta dall’Italia allo scostamento di bilancio e una più rapida applicazione del decreto FER2. 
«Siamo troppo lenti rispetto alla velocità con cui altri Paesi mediterranei, come la Francia, si stanno affermando nel panorama delle rinnovabili dal mare. Stiamo perdendo competitività e opportunità di crescita nazionale», ha concluso.
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