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MARZO 2024 PAG. 49 - NEWS DALL'AFRICA

 

NEWS DALL'AFRICA

Kenya, cresce la dotazione di mezzi rotabili

Consegnati in Kenya 430 vagoni merci realizzati in Cina per l’ammodernamento della rete logistica del paese. L’intervento è finalizzato a potenziare il trasporto delle merci dal porto di Mombasa attraverso la Standard Gauge Railway (230 carri) e la rete a scartamento metrico Meter Gauge Railway (200 carri). Altre venti unità saranno consegnate il prossimo maggio. Il nuovo materiale rotabile sarà destinato non solo al trasporto di merci convenzionali ma anche di prodotti reperibili, grazie all’introduzione di una ventina di mezzi reefer. L’obiettivo del Dipartimento di Stato per i trasporti del Ministero delle strade e dei trasporti è di raggiungere a breve un parco carri di 1.900 unità per SGR e 1.600 per MGR. I dati del Ministero dei Trasporti indicano che il volume delle merci trasportate dalle ferrovie del paese è in crescita: da 797.000 tonnellate nel 2022 a 1,95 milioni di tonnellate nel 2023 per la rete a scartamento metrico e da 6,9 milioni di tonnellate nel 2022 a 7,5 milioni di tonnellate nel 2023 per quella standard. L’obiettivo del governo di Nairobi è ottimizzare i flussi di trasporto tra le modalità di trasporto via mare e ferro, riducendo i tempi di attesa delle navi in porto, per servire al meglio anche i paesi vicini come l’Uganda, il Sud Sudan e parti della Repubblica Democratica del Congo. Sono stati avviati, inoltre, contatti commerciali con Rwanda e Burundi nell’ottica di sviluppo di un hub di distribuzione regionale. 

Dar es Salaam, nel porto un nuovo polo petrolifero

Il governo della Tanzania ha annunciato la costruzione di 15 serbatoi con una capacità totale di stoccaggio di 420.000 metri cubi per prodotti petroliferi nel porto di Dar es Salaam. Il progetto è stato affidato alle aziende China Railway Major Bridge Engineering Group e Wuhan Engineering per un investimento complessivo di 266 milioni di dollari. I serbatoi saranno destinati allo stoccaggio del diesel, della benzina, del carburante per aerei, oltre alla loro distribuzione, con l’obiettivo di ottimizzare le fasi operative di scarico del prodotto dalle navi riducendo gli attuali 11-12 giorni a tre-quattro giorni. La realizzazione del progetto è prevista entro i prossimi due anni. Il governo del paese si aspetta dall’operazione una serie di benefici, tra cui una potenziale riduzione dei prezzi del carburante, la mitigazione dei problemi di perdita di petrolio nel porto. Inoltre, si prevede di migliorare la riscossione delle entrate poiché tutto il petrolio verrà ricevuto e opportunamente misurato in un unico luogo e sotto l’egida dell’Autorità portuale. Il paese ha avviato, principalmente con la Cina, una strategia di sviluppo incentrata sulla logistica, nella consapevolezza di poter giocare un ruolo baricentrico nella distribuzione dei flussi di merci nello scacchiere economico regionale. Emblema di questa sfida la ferrovia che collegherà la capitale alla regione orientale di Morogoro di cui sono stati costruiti i primi 300 chilometri. L’obiettivo è estendere la rete fino a una lunghezza di 2.102 chilometri fino ai paesi confinanti del Burundi, del Ruanda e della Repubblica Democratica del Congo.

Ghana e Tanzania puntano al pieno sfruttamento del sottosuolo

Si stringono ulteriormente i rapporti tra Ghana, Tanzania e Cina nel settore dell’estrazione mineraria. Il Ghana, parte attiva della BRI, ha istituito sette nuovi programmi di investimento nell’ultimo anno, con 40 progetti sostenuti da investimenti esteri. La Cina è in cima alla lista degli investitori stranieri con 16 progetti per un totale di 120 milioni di dollari, seguita dagli Stati Uniti con nove progetti per un totale di 19,5 milioni di dollari. A fare la parte del leone sono gli interventi che mirano a sfruttare le ricchezze del sottosuolo del Paese che ha istituito a questo proposito il “Ghana Investment Promotion Council”. Particolare attenzione sarà posta alle questioni dell’ambiente e della sostenibilità per evitare, come già avvenuto in altre nazioni del continente, proteste da parte delle popolazioni. Discorso simile per la Tanzania alle prese con l’incapacità tecnica di far fruttare i suoi giacimenti di nichel, cobalto, manganese, rame e grafite. Nel 2022, il volume degli scambi tra Cina e Tanzania è stato pari a 8,31 miliardi di dollari, con un aumento del 23,7% su base annua, e gli investimenti delle società cinesi in Tanzania hanno raggiunto 1,44 miliardi di dollari stando ai dati del Ministero del Commercio cinese. L’obiettivo del governo è sfruttare appieno le proprie materie prime per facilitare l’industrializzazione locale. A questo proposito è stato richiesto a Pechino un incremento dei voli diretti Cina-Tanzania per potenziare ulteriormente la comunicazione bilaterale.

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