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ETS, Assarmatori: transhipment a rischio in Europa

 


Il trasferimento delle attività di transhipment container verso hub extra-UE potrebbe sottrarre all’Europa fino a 892 milioni di euro di ricavi annui, 3,6 miliardi di euro di investimenti portuali equivalenti e oltre 4.400 posti di lavoro. È quanto emerge da uno studio presentato da Assarmatori al Parlamento europeo, a Bruxelles, nel corso del workshop “EU ETS Maritime: Safeguarding European Transhipment”, dedicato agli effetti del sistema europeo di scambio delle quote di emissione sui servizi di trasbordo. 
La ricerca, realizzata da Giovanni Satta, professore associato del Dipartimento di Economia dell’Università di Genova, ha esaminato i servizi marittimi collegati ai porti di Gioia Tauro, Marsaxlokk, Sines e Taranto. Su 86 servizi analizzati, 41 presentano cambiamenti potenzialmente riconducibili all’introduzione dell’ETS per il trasporto marittimo, compresi casi di sostituzione degli scali presso hub europei con porti concorrenti di Paesi terzi. Lo studio rileva inoltre un incremento degli investimenti nei terminal del Nord Africa dopo l’entrata in vigore del sistema. 
Secondo Assarmatori, la rilocalizzazione dei trasbordi non comporta soltanto una perdita di competitività per gli scali europei, ma incide anche sul controllo delle catene di approvvigionamento. Il rischio è che gli hub africani assumano un ruolo crescente nella gestione dei flussi commerciali, con una maggiore esposizione alle decisioni di operatori globali e governi stranieri. 
"Gli shock delle catene di approvvigionamento legati ai conflitti in corso hanno mostrato cosa accade quando un passaggio strategico, su cui non esercitiamo un controllo diretto, viene interrotto", dichiara Alberto Rossi, segretario generale di Assarmatori. "Il trasferimento delle operazioni di trasbordo in Africa comporta il rischio concreto di trasformare il continente in un nuovo punto nevralgico dal punto di vista logistico e geopolitico". 
Rossi richiama inoltre il peso degli investimenti effettuati da operatori privati internazionali e governi stranieri nelle concessioni portuali africane, evidenziando i rischi per le economie occidentali derivanti dalla dipendenza da hub controllati da attori geopolitici concorrenti. 
Le elaborazioni economiche dello studio, realizzate da T.I.M. 10 S.R.L. sotto la supervisione del professor Satta, delineano due scenari di breve periodo, basati sul trasferimento di una quota compresa tra il 7,5% e il 15% dei volumi esposti al rischio. Le stime indicano una perdita di traffico compresa tra 2,85 e 6,30 milioni di TEU, ricavi annui tra 403 e 892 milioni di euro, investimenti equivalenti in capacità portuale tra 1,43 e 3,60 miliardi di euro e un impatto occupazionale tra 2.005 e 4.431 posti di lavoro. 
La vulnerabilità del transhipment dipende dalla possibilità di trasferire i volumi tra porti alternativi della stessa rete marittima internazionale, in risposta alle differenze nei costi operativi. Una caratteristica che lo distingue dai traffici destinati al mercato locale e che, secondo lo studio, rende particolarmente difficile recuperare servizi e investimenti una volta spostati fuori dall’Europa. 
L’analisi evidenzia inoltre i limiti delle attuali misure antielusione dell’ETS. Le disposizioni possono contrastare gli scali intermedi utilizzati per aggirare il sistema, ma non impediscono il trasferimento delle operazioni di transhipment verso porti extra-UE. In questo caso, le merci dirette a mercati non europei possono evitare le tratte soggette all’ETS, mantenendo i collegamenti con l’Europa attraverso servizi feeder. Un inasprimento delle restrizioni esistenti, senza incentivi complementari per il trasbordo negli hub europei, non eliminerebbe quindi l’asimmetria dei costi alla base della rilocalizzazione. 
"La questione non è legata solo alla perdita di competitività dei nostri porti, alla delocalizzazione dei traffici o ai posti di lavoro a rischio. Qui è in gioco la sicurezza logistica dell’Italia e dell’Europa", afferma Cesare Crocini, responsabile dell’Ufficio di Bruxelles di Assarmatori, che chiede un correttivo al meccanismo ETS a sostegno delle attività di transhipment. 
L’associazione sollecita i legislatori europei a rafforzare la misura di scontistica per il trasbordo nei porti dell’Unione, proposta dalla Commissione europea nell’ambito della revisione dell’ETS marittimo. Tra le soluzioni in discussione, Assarmatori indica come base di compromesso la proposta promossa dall’eurodeputato Peter Liese, la cui ultima versione combina un incentivo legato alla quota di merci sottoposte a transhipment nei porti UE con un correttivo basato sulla distanza percorsa. 
Il meccanismo considera sia i viaggi in entrata sia quelli in uscita e riduce da 10.000 a 5.000 TEU la soglia dimensionale delle navi ammissibili.
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