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EBN porti: più formazione, meno incidenti

 


La sicurezza sul lavoro nei porti torna al centro del confronto istituzionale e industriale, con segnali positivi sul fronte degli infortuni e una crescente attenzione alla formazione come leva strategica per il settore. È quanto emerso nel seminario “Il porto che verrà: sfide e necessità per la sicurezza sul lavoro”, organizzato dall’Ente Bilaterale Nazionale porti presso la Sala Regina della Camera dei Deputati. L’iniziativa ha riunito istituzioni, associazioni datoriali e organizzazioni sindacali, in rappresentanza delle principali componenti del comparto portuale. Nel corso dei lavori è stato ribadito il ruolo strategico del tema lavoro, con particolare riferimento alla sicurezza, da affrontare attraverso investimenti in innovazione, formazione, monitoraggio e prevenzione. 
Dall’aggiornamento del Rapporto sull’andamento del fenomeno infortunistico nelle operazioni portuali, presentato dalla Scuola Nazionale Trasporti e Logistica, emerge una diminuzione degli incidenti nel biennio 2023-2024 rispetto alle rilevazioni precedenti. 
Il dato conferma una maggiore attenzione da parte degli operatori e delle imprese, pur evidenziando la necessità di mantenere elevato il livello di vigilanza e di sviluppare strumenti più avanzati, tra cui un sistema nazionale unificato di monitoraggio degli infortuni. 
Nel dibattito è stato sottolineato come la sicurezza rappresenti un elemento strutturale dell’operatività portuale, anche alla luce della crescente complessità dei terminal e dell’aumento dei volumi movimentati. In questo contesto, il vicepresidente di UNIPORT, Alberto Casali, ha evidenziato che gli investimenti delle imprese nella formazione e nella diffusione della cultura della sicurezza stanno producendo risultati concreti, come dimostrano le performance del terminal MCT di Gioia Tauro in termini di riduzione degli incidenti e del tasso di incidentalità rispetto alle ore lavorate. 
Il confronto ha inoltre affrontato il tema del riconoscimento dei lavori portuali come attività usuranti e della necessità di coordinare il quadro normativo esistente, in particolare tra il decreto legislativo 81/2008 e il decreto legislativo 272/1999. 
Su questi aspetti, le parti sociali hanno espresso una posizione condivisa, richiamando l’attenzione delle istituzioni sull’urgenza di interventi normativi e sull’attivazione del fondo per l’incentivo al pensionamento dei lavoratori portuali. Nel corso dell’evento è stata infine annunciata una nuova ricerca dedicata proprio ai lavori usuranti nelle attività portuali, mentre l’EBN ha confermato la prosecuzione delle attività di analisi e monitoraggio, con l’obiettivo di rafforzare ulteriormente la tutela dei lavoratori e migliorare gli standard di sicurezza del sistema portuale nazionale.
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