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Guerra Iran: noli aerei +95%, shipping più stabile

 


L’aumento dei noli aerei internazionali fino al +95% tra febbraio e marzo 2026 segnala un primo impatto diretto del conflitto con l’Iran sulle catene logistiche globali, con effetti immediati sulle rotte tra Asia, Medio Oriente ed Europa e potenziali ricadute anche sui flussi logistici mediterranei e italiani. L’analisi è contenuta nei dati diffusi da Drewry Shipping Consultants. 
Secondo il monitoraggio Drewry Airfreight Insight, l’aumento dei costi del carburante e la riduzione della capacità disponibile stanno riportando il mercato air cargo verso livelli prossimi ai picchi registrati durante la pandemia Covid-19. La rotta Shanghai–Dubai ha registrato un incremento del 95%, con tariffe salite a 8,60 dollari/kg, valore vicino al record del 2020 pari a 9,40 dollari/kg. 
L’incremento è associato soprattutto alla crescita delle componenti accessorie dei noli. I fuel surcharge sono aumentati fino al +290% mese su mese sulla rotta Singapore–Londra, mentre i security surcharge hanno registrato un incremento del 44% mese su mese sulle spedizioni da Dubai e Abu Dhabi verso Amsterdam. Sulle rotte dall’India verso la Spagna, in particolare Mumbai–Madrid e Delhi–Madrid, i noli all-in sono cresciuti mediamente del 27% mese su mese, includendo un aumento del 21% dei supplementi carburante. 
La dinamica è legata anche alla contrazione dell’operatività di alcune compagnie aeree del Golfo, tra le principali al mondo per traffico merci. “Il mercato del trasporto aereo merci ha subito un doppio shock dovuto alla riduzione della capacità effettivamente disponibile e all’aumento dei costi del carburante”, ha dichiarato Philip Damas, responsabile della divisione logistica di Drewry. “Non solo i costi dell’airfreight stanno aumentando, ma tre delle prime 20 compagnie aeree cargo mondiali (Qatar Airways, Emirates ed Etihad) hanno ridotto in varia misura le loro operazioni di volo a causa delle ostilità”. 
Secondo Drewry, circa la metà delle rotte internazionali monitorate ha registrato a marzo 2026 aumenti tariffari mensili pari o superiori al 20%. Complessivamente, le rotte connesse al Medio Oriente rappresentano il 15,6% del traffico mondiale air cargo e il 18,2% della capacità disponibile, con effetti che si estendono anche oltre le direttrici direttamente interessate dal conflitto. 
Diversa, invece, la dinamica del trasporto marittimo container. I dati Drewry Container Freight Rate Insight indicano che l’attuale volatilità dei noli oceanici resta inferiore a quella registrata durante la crisi pandemica del 2020 sulle principali rotte East-West e North-South, ad eccezione dei collegamenti con il Golfo. 
“Diversamente dal mercato del trasporto aereo, il mercato container non ha registrato una significativa riduzione della capacità dopo l’inizio della guerra con l’Iran, fatta eccezione per la capacità da e verso il Golfo”, conferma Damas. “Pertanto riteniamo che l’aumento dei noli marittimi sulle rotte non connesse al Medio Oriente sarà gestibile e gli spedizionieri non dovrebbero farsi prendere dal panico”. 
Sulle rotte direttamente collegate al Medio Oriente, tuttavia, Drewry segnala livelli di volatilità comparabili a quelli dell’epoca Covid, con noli attualmente anche superiori ai valori registrati durante la pandemia. L’analisi evidenzia inoltre un incremento dei bunker adjustment factor (BAF), elemento che contribuisce alla crescita dei costi logistici complessivi.  
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