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ETS, Interferry denuncia lo squilibrio competitivo

 


Interferry contesta lo squilibrio competitivo tra trasporto marittimo e stradale nel quadro delle politiche europee sulle emissioni. L’associazione internazionale degli operatori dei traghetti segnala che i costi del sistema ETS applicati alle navi si sommano ai rinvii dell’ETS2 per il trasporto stradale, che potrebbe essere ulteriormente posticipato rispetto all’avvio previsto nel 2028. 
Dal 2024, le navi commerciali passeggeri e merci di almeno 5.000 tonnellate di stazza lorda che fanno scalo nei porti europei sono soggette all’EU Emissions Trading System. Secondo Interferry, gli oneri di conformità equivalgono attualmente a circa 250 euro per tonnellata di gasolio e comportano per gli operatori europei di traghetti ro-pax e ro-ro un costo annuo stimato in circa un miliardo di euro. Il possibile ulteriore rinvio dell’ETS2, già posticipato dal 2027 al 2028, riguarda il sistema previsto per le emissioni del trasporto stradale e degli edifici. 
La scelta di ricondurre i due ambiti allo stesso quadro regolatorio, sostiene l’associazione, espone il trasporto su strada a pressioni politiche legate soprattutto ai costi del riscaldamento domestico, con effetti sulla concorrenza tra modalità di trasporto che operano sugli stessi mercati. 
Secondo Interferry, la distribuzione disomogenea dei costi può spostare i flussi dalla nave alla strada e rende più difficile trasferire gli oneri aggiuntivi sui clienti, riducendo le risorse disponibili per gli investimenti necessari alla decarbonizzazione del settore marittimo. 
«Gli oneri e le sfide della decarbonizzazione non possono ricadere soltanto sui singoli settori: tutte le modalità di trasporto devono essere trattate allo stesso modo», afferma Johan Roos, direttore degli Affari regolatori di Interferry. L’associazione chiede quindi di separare le emissioni del trasporto stradale da quelle degli edifici nell’ambito dell’ETS2, oppure di applicare i costi del carbonio in modo uniforme a tutti i settori. 
Interferry sollecita inoltre che i proventi raccolti attraverso l’ETS marittimo siano vincolati alla decarbonizzazione del comparto, con investimenti in combustibili marini sostenibili prodotti nell’Unione europea, tecnologie pulite e infrastrutture di ricarica da terra.
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