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Italghisa punta sui tank container e la rotaia

 


Impresa familiare giunta alla quarta generazione, Italghisa, fondata nel 1942 come produttore di ghise e successivamente nella produzione e commercializzazione di ferroleghe, ha intrapreso da alcuni anni la strada della logistica, investendo parte del proprio futuro sulla rotaia. Alessandra Dusi, director manager di Italghisa – Bagnolo Mella Intermodale, racconta a Porto e Interporto la riconversione di un’area dello stabilimento in terminal e le ambizioni sui tank container. 
Quali tipi di servizi offrite al mercato logistico? 
Siamo una storica azienda industriale del territorio bresciano, storicamente attiva nel settore siderurgico, che da qualche anno ha avviato una nuova linea di business nell’intermodale. Abbiamo riconvertito una grossa parte dello stabilimento che non ci serviva più e l’abbiamo trasformata in un moderno hub intermodale a tre binari, capace di gestire sia traffico intermodale sia convenzionale. Possiamo ricevere treni con container, trailer, casse mobili o anche merce, dall’agroalimentare al siderurgico. Offriamo anche servizi accessori al settore logistico: riparazioni, riempimenti, svuotamenti, manovra secondaria e gestione dell’ultimo miglio. 
I mercati che servite? 
Principalmente trattiamo importazioni dall’Est Europa nel settore agroalimentare e traffico intermodale nazionale e internazionale. L’obiettivo è gestire direttamente l’intera catena logistica, dal Paese di origine fino alla consegna finale, attraverso il coordinamento di trasporti navali e terrestri, privilegiando la modalità ferroviaria che garantisce maggior efficienza operativa, puntualità e sostenibilità. 
Quali sono i progetti per il futuro? 
Siamo impegnati nello sviluppo di varie attività. Una di queste è la specializzazione nella gestione dei tank container. In quest’ambito forniamo servizi di riscaldo per i tank con liquidi, come i grassi vegetali per il settore alimentare o chimico. L’ambizione è creare un polo per la gestione dei tank, che manca un po’ in Italia, anche per riparazioni e stoccaggio. Inoltre abbiamo allo studio progetti di espansione del terminal: abbiamo acquistato delle aree agricole adiacenti che stiamo riconvertendo, in parallelo al potenziamento della linea ferroviaria su cui insistiamo, la Brescia-Cremona, interessata a lavori di ampliamento. 
Qual è il segreto per il successo di un’azienda familiare come la vostra? 
Se siamo riusciti ad andare avanti per tanti anni è perché ci siamo sempre reinventati: abbiamo sempre trovato qualcosa per essere al passo con i tempi. L’avvio dell’attività logistica, rispetto al settore siderurgico in cui siamo nati e che costituisce ancora una larga parte del nostro business, è la prova che ancora una volta siamo riusciti a mantenere il passo del cambiamento. C’è grande entusiasmo nel portare avanti questa azienda, questo retaggio familiare, con l’idea di adattarci ai tempi che abbiamo davanti. 
Cosa auspica per il futuro? 
Speriamo che il traffico ferroviario possa essere sempre più incentivato. Noi ci crediamo tanto e abbiamo fatto grandi investimenti in questo settore. Speriamo che, dalle istituzioni agli altri protagonisti del comparto, si riesca a fare sistema perché il grande progetto di togliere le merci dalla strada e portarle sulla rotaia abbia successo.
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