Header Ads

Gioia Tauro hub del transhipment nel Mediterraneo

 


Risultati record, un piano di investimenti che guarda a lungo termine e una visione strategica orientata a sostenibilità, lavoro e sviluppo infrastrutturale. Il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale dei Mari Tirreno Meridionale e Ionio, Paolo Piacenza, traccia con Porto e Interporto un bilancio dell’andamento del porto di Gioia Tauro e delle prospettive del sistema portuale calabrese, confermando il ruolo dello scalo come hub di riferimento del transhipment nel Mediterraneo e illustrando le priorità che guideranno l’azione dell’AdSP nei prossimi anni. 
Quali sono i risultati che segnano il 2025 di Gioia Tauro? 
L’anno si chiuderà con un dato storico: supereremo per la prima volta la soglia dei quattro milioni di contenitori movimentati, con una crescita che si attesta intorno al 13% rispetto al 2024. È la conferma della centralità dello scalo come punto di riferimento del transhipment nazionale nel Mediterraneo e della sua capacità di essere resiliente anche di fronte alle crisi globali e alle complessità normative che interessano il settore, come l’ETS. 
In che modo questi risultati influenzano le scelte per i prossimi anni? 
L’obiettivo è consolidare e rafforzare questa crescita. Per farlo puntiamo su investimenti infrastrutturali mirati, sui dragaggi e sulla realizzazione del cold ironing. Gioia Tauro è oggi il primo porto a livello nazionale per investimenti finanziati in questo ambito, con circa 70 milioni di euro che consentiranno l’elettrificazione di circa un chilometro e mezzo di banchina su un totale di 3,4 chilometri. È un appuntamento storico che non possiamo mancare. Il cold ironing rappresenta uno degli assi portanti delle politiche di sostenibilità. 
Che ruolo avrà per Gioia Tauro? 
La normativa europea prevede che entro il 2029 la gran parte delle navi sopra le 5.000 tonnellate sia alimentata da energia elettrica da terra durante la sosta in porto. Per uno scalo come Gioia Tauro, che accoglie regolarmente le grandi navi di linea e i cosiddetti giganti del mare, questo è un passaggio fondamentale. I lavori sono già in corso: il primo appalto, da circa 28 milioni di euro, è stato avviato e, grazie agli ulteriori finanziamenti, arriveremo entro il 2026 ad avere circa 1,5 chilometri di banchina elettrificata. Questo consentirà una riduzione significativa delle emissioni e un miglioramento concreto della qualità ambientale del porto e del territorio. 
Accanto alle opere infrastrutturali, quali sono le priorità sul piano della governance e della pianificazione? 
Un passaggio fondamentale riguarda la predisposizione del Documento di Programmazione Strategica di Sistema, il DPSS. Oggi ne siamo ancora privi ed è una lacuna che intendiamo colmare. Da gennaio avvieremo una serie di interlocuzioni con stakeholder ed enti locali, per condividere gli elaborati che definiranno le linee di sviluppo della nostra portualità nel medio-lungo periodo. 
Quali iniziative state portando avanti in tema di lavoro? 
Siamo pienamente impegnati per la costituzione dell’Agenzia del lavoro portuale, che consentirà l’occupazione di un bacino compreso tra 130 e 170 persone. Si tratterà di una risorsa fondamentale per gestire i picchi di lavoro nei terminal container, auto e transhipment e per sostenere lo sviluppo delle attività ancillari, dall’intermodalità ai traffici ferroviari. 
Quale approccio sarà seguito per gli altri scali del sistema? 
La Calabria vive una tipicità a livello portuale: sotto un’unica Autorità di Sistema insistono porti affacciati su due mari, lo Ionio e il Tirreno. Questo richiede approcci differenziati. Ciò che stiamo sviluppando per Gioia Tauro non è automaticamente replicabile su Palmi, Vibo Marina, Crotone o Corigliano. Tuttavia, anche questi scali meritano politiche di sviluppo mirate, capaci di valorizzare traffici commerciali, passeggeri e attività compatibili con le specificità dei territori». 
Qual è, in questo quadro, la visione di medio-lungo? 
Gioia Tauro resta il fulcro del sistema. Puntiamo ad assicurare la sua continua crescita in termini di volumi e di leadership internazionale, rafforzando al contempo sostenibilità ambientale, automazione, digitalizzazione e connessioni logistiche. L’obiettivo è fare del porto e dell’intero sistema portuale calabrese una piattaforma logistica moderna e competitiva, in grado di generare valore per i territori e per il sistema Paese.
Immagini dei temi di Bim. Powered by Blogger.