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Formazione marittima, rafforzare il legame con le imprese

 

Rafforzare la filiera formativa e il collegamento con aziende La formazione dei marittimi torna al centro del confronto tra istituzioni, imprese e sistema degli ITS. In occasione dell’incontro del 3 dicembre a Roma, nella sede di Confitarma, il Fondo Nazionale Marittimi ha riunito per la prima volta in modo organico il network degli ITS mare e dei Centri di Addestramento. Un appuntamento che segna un passaggio rilevante nel percorso di rafforzamento della filiera formativa e del collegamento con il mercato del lavoro. «È il primo incontro pubblico di condivisione e confronto che organizziamo – sottolinea Angelo D’Amato, presidente del Fondo Nazionale Marittimi – ed è un momento importante per mettere a sistema esperienze, dati e prospettive future della formazione marittima». 
Qual è il significato di questo primo confronto nazionale sulla formazione marittima? 
L’obiettivo principale è avviare una condivisione strutturata tra tutti gli attori coinvolti: ITS, centri di addestramento, compagnie di navigazione, associazioni datoriali e istituzioni. Il Fondo da anni finanzia la formazione degli allievi ufficiali e oggi sentivamo l’esigenza di creare un momento pubblico di coordinamento, per rendere più efficace il sistema e migliorare l’incontro tra percorsi formativi e fabbisogni delle imprese. 
Che bilancio può tracciare dell’attività del Fondo nel 2025? 
È stato un anno di consolidamento. Le attività di formazione si sono rafforzate e la dotazione finanziaria del Fondo è cresciuta grazie all’aumento della contribuzione delle aziende aderenti. Questo ci consente di continuare a investire sulla qualità dei percorsi e di incrementare gli strumenti di sostegno agli allievi, mantenendo un modello rigoroso e coerente con la nostra missione. 
Su quali canali si concentra oggi l’intervento del Fondo Nazionale Marittimi? 
L’azione si sviluppa su due direttrici principali. Da un lato il finanziamento diretto dei corsi biennali dei tre ITS italiani del mare – Genova, Gaeta e Catania – dall’altro l’erogazione di borse di studio, destinate in particolare a coprire o rimborsare i costi dei corsi obbligatori necessari per avviare la carriera marittima. Nel solo 2025 sono state finanziate 150 borse di studio e per il 2026 l’obiettivo è arrivare a circa 200. 
Quanto è centrale il tema dell’imbarco degli allievi ufficiali? 
È un punto cruciale. La missione del Fondo è favorire concretamente l’accesso al lavoro e quindi l’imbarco degli allievi ufficiali. Per questo il nostro modello prevede convenzioni obbligatorie con le compagnie di navigazione, così da garantire che alla formazione segua un’opportunità reale di inserimento professionale. Emergono però criticità sul numero di allievi imbarcati. 
Come le affrontate? 
Registriamo una riduzione degli allievi imbarcati da parte delle aziende che applicano il contratto collettivo nazionale del lavoro marittimo. È un tema su cui ci confrontiamo quotidianamente con le organizzazioni sindacali, perché l’obiettivo comune è rendere la professione del mare sempre più attrattiva e garantire un ricambio generazionale adeguato, in un settore che continua a crescere. Un tema emerso dall’incontro è la digitalizzazione dei dati dei marittimi. 
Qual è la posizione del Fondo? 
È un progetto strategico sviluppato dalla Direzione generale del MIT, che va nella direzione giusta. La creazione di un’anagrafica digitale dei lavoratori marittimi consentirà di avere finalmente dati certi su qualifiche e disponibilità, semplificando le procedure di imbarco e rendendo più trasparente il sistema. Il Fondo, grazie alla propria piattaforma informatica di gestione e monitoraggio, è pronto a contribuire a questo processo. 
Guardando al 2026, quali sono le prospettive di evoluzione del Fondo? 
L’ambizione è ampliare progressivamente il perimetro di intervento, compatibilmente con i necessari passaggi normativi. Il Fondo è nato negli anni Ottanta con una missione specifica sugli allievi ufficiali, ma oggi disponiamo di una struttura organizzativa e di strumenti digitali di eccellenza che potrebbero supportare anche altre qualifiche, senza compromettere gli standard qualitativi.
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