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GIUGNO 2022 PAG. 15 - Temi, approccio innovativo per sinergie con il territorio

 



La crescita esponenziale del-  l’e-commerce pone alla logistica “last mile” molteplici sfide. Efficienza operativa, impatto ambientale, adattamento al tessuto urbano sono solo alcuni degli ingredienti di una ricetta che va migliorata con continui aggiustamenti. Delle criticità in campo e degli strumenti per superarle si occupa da tempo TEMI spa, licenziataria esclusiva Gls per Napoli e provincia e società capofila del Gruppo Tavassi, con un approccio innovativo che punta a creare innanzitutto virtuose sinergie con il territorio. Ne parliamo con il Direttore Generale, Stefano Ippolito, approfondendo le questioni toccate recentemente al workshop “Tecnologie e Sostenibilità per la logistica urbana: problemi, soluzioni e prospettive future”, iniziativa ideata da Pietro Evangelista, dirigente di ricerca e responsabile del Laboratorio sulla Logistica Sostenibile presso l’Istituto di Studi sul Mediterraneo (ISMed) del CNR di Napoli, organizzata in collaborazione con il corso di laurea in Economia, Management e Sostenibilità dell’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, con la Maritime University of Szczecin e il supporto di TEMI. 

Quali strumenti adoperare per migliorare la logistica di “ultimo miglio”? 

Serve un giusto mix di fattori. I principali sono la localizzazione favorevole dell’hub rispetto all’area metropolitana da servire, elemento che permette una minore percorrenza fino a destinazione; il pieno sfruttamento delle potenzialità legate alla digitalizzazione, con l’ottimizzazione dei percorsi rispetto a variabili come traffico e impatto ambientale; la possibilità di poter operare consegne alternative grazie all’uso “parcel shop” o hub fisici dedicati per evitare ulteriore movimentazione di colli in caso di out-of-home. 

Va in questa direzione anche il vostro progetto per un marketplace partenopeo?   

Certamente. Si tratta di un’iniziativa portata avanti con due stagisti del corso “Green Strategies and Logistics” del Suor Orsola. Attraverso una certosina raccolta di dati è stata studiata la fattibilità di una soluzione in cui venditori e compratori possano insistere sulla stessa area, facendo “risparmiare” alla merce viaggi che possono essere anche di centinaia di chilometri. Considerando la possibilità di poter mettere a disposizione i nostri servizi logistici la sostenibilità delle operazioni sarebbe garantita ai livelli più alti. 

Perché avete puntato con decisione a collaborare con il mondo universitario? 

La sinergia con il Suor Orsola Benincasa nasce circa un anno fa e va in una doppia direzione. Da una parte cerchiamo risorse appositamente formate che possano entrare a far parte del nostro Consiglio di Sostenibilità. Nello specifico, si tratta di un organo che affianca il Consiglio di Amministrazione della società in determinate scelte strategiche e prevede che almeno il 30% dei suoi componenti deve avere un’età inferiore ai 30 anni. Dall’altro, entrando nel Consiglio di Indirizzo dell’ateneo possiamo contribuire con le nostre idee alla creazione di percorsi formativi ad hoc cercando di avvicinare esigenze del mercato e futuri profili professionali.    

Solo uno dei tanti impegni presi per la valorizzazione del territorio…

Siamo convinti che l’impegno per la sostenibilità ambientale debba andare di pari passo con quello sociale, in tutte le sue declinazioni. Riteniamo fondamentale il contesto che ci circonda e le iniziative nel settore dello sport e della cultura in questi ultimi anni vogliono redistribuire parte dei profitti sotto forma di benessere generale. Anche le attività di team building rispettano questa filosofia. Nonostante la crescita dell’automazione le persone sono il centro dell’attività logistica e, si tratti dei recenti corsi di guida sicura effettuati a favore dei nostri driver, o dell’uso di esoscheletri per alleviare lo sforzo di chi è impegnato in attività di movimentazione più pesanti, l’obiettivo è valorizzarle al massimo.

G.G.

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