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GIUGNO 2022 PAG. 21 - Entra nel vivo la realizzazione di un deposito di GNL a Crotone

 


Con la pubblicazione dei relativi documenti sul sito del MITE (Ministero della Transizione Ecologica) entra nel vivo la fase di “scoping” per il progetto Ionio Fuel per la realizzazione di un deposito small scale di GNL nell’area industriale di Crotone. La procedura, della durata di sessanta giorni, è propedeutica alla successiva Valutazione di Impatto Ambientale. Il suo obiettivo è quello rendere più semplici le consultazioni e la condivisione con tutti i soggetti amministrativi con competenze ambientali delle informazioni da includere nel successivo Rapporto Ambientale.

L’avvio del percorso autorizzativo, dopo l’ottenimento nel 2020 del Nulla Osta di Fattibilità all’opera, arriva nel momento particolarmente delicato sul fronte degli approvvigionamenti energetici. La guerra in Ucraina ha imposto all’Italia un radicale ripensamento della sua strategia di riforniture, in particolare di gas naturale. Ma emanciparsi dalla dipendenza russa, da cui importiamo il 38% del fabbisogno nazionale, non è facile. La penisola è a corto delle infrastrutture necessarie allo stoccaggio della materia prima proveniente da altri Paesi. È già cominciata la corsa affannosa per evitare il rischio razionamento a partire dal prossimo autunno. 

In questo contesto la realizzazione di un deposito costiero di GNL nell’area pitagorica può rappresentare un’occasione irripetibile. Da una parte, contribuirebbe a bilanciare il mix energetico nazionale, dall’altra può attivare processi economici virtuosi in loco.   

“Crotone può diventare un polo energetico di riferimento per tutto il Sud Italia” ribadisce Luigi Vartuli, Amministratore di Ionio Fuel, da alcuni anni alle prese con le resistenze del territorio e le lungaggini delle procedure burocratiche. “L’attuale emergenza dimostra che per l’ubicazione del nostro progetto avevamo visto giusto. Anche grazie alle opere previste nel PNRR, con i collegamenti previsti verso Sibari e Catanzaro, Crotone può diventare baricentrica per i rifornimenti di GNL sia per il trasporto pesante terrestre, sia per quello marittimo”. 

La presenza del deposito costiero, inoltre, potrebbe fare da catalizzatore per i processi di transizione energetica per tutta la regione, valorizzando una posizione al centro del Mediterraneo finora poco sfruttata: «si pensi solo al ricco mercato delle crociere le cui navi di nuova generazione che sfruttano il GNL sono costrette a fare rifornimento in Spagna o in Francia».  

“È ovvio che nella prima fase di attività l’impianto impiegherà combustibile di origine fossile: quello stesso GNL per la cui fornitura l’Italia sta già contrattando con vari Paesi” aggiunge Vartuli. “Ma la tecnologia con cui è concepito il deposito è estremamente flessibile. In prospettiva potrà sfruttare il bio-metano proveniente dalla trasformazione dei reflui zootecnici, fino all’idrogeno, il vettore energetico principale del prossimo futuro”. 

Per sfruttare l’occasione, però, servirà unità d’intenti e chiarezza sulle prospettive. Vartuli è impegnato già da alcuni mesi a sollecitare un dibattito sul tema chiamando istituzioni e società civile a confrontarsi senza preconcetti. 

“La nostra proposta ha il dono della chiarezza: spieghiamo cosa vogliamo fare e in che modo per rilanciare l’economia del crotonese. Rispetto a ciò i troppi “ni” o le posizioni interlocutorie arrivate dal mondo ambientalista e da quello politico non bastano più. L’avvio della procedura amministrativa per ottenere le autorizzazioni è l’occasione più propizia per scegliere da che parte stare. Oggi ci sono tutte le condizioni per riportare entro i binari della concretezza la discussione sul destino del progetto Ionio Fuel. Bisogna rimboccarsi le mani e decidere come la città vorrà riscattarsi rispetto al futuro energetico e industriale del nostro Paese, che annovera Crotone come un’isola senza un porto”.

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