Tokyo rilancia la cantieristica navale
Il Giappone avvia ufficialmente il piano di rilancio della propria cantieristica navale con un programma di investimenti pubblico-privati da circa 1.000 miliardi di yen, pari a 6,4 miliardi di dollari. L’obiettivo è raddoppiare i volumi produttivi entro il 2035.
Il programma nasce dalla progressiva perdita di quote di mercato subita dal Giappone a fronte della crescente concorrenza di Corea del Sud e Cina. Nel 2025, secondo i dati della Japan Ship Exporters’ Association (JSEA), i cantieri giapponesi hanno acquisito ordini per 186 navi, per poco meno di 9 milioni di tonnellate di stazza lorda, con una flessione del 16,5% rispetto all’anno precedente.
Nello stesso periodo sono state consegnate 191 unità destinate all’export, per complessivi 8,32 milioni di tonnellate di stazza lorda. La quota giapponese sugli ordini globali si è attestata intorno al 9%.
Il piano sarà attuato per fasi e prevede un apporto di risorse economiche pubbliche e private. La prima fase riguarda tre gruppi: Imabari Shipbuilding, Japan Marine United Corp. (JMU) e Namura Shipbuilding. Il valore complessivo degli interventi ammonta a circa 600 miliardi di yen, equivalenti a 3,8 miliardi di dollari, dei quali quasi 1,4 miliardi saranno messi a disposizione dal governo.
Le risorse saranno destinate all’ampliamento e alla modernizzazione degli impianti, con particolare attenzione allo sviluppo di tecnologie avanzate per la nuova generazione di navi oceaniche. L’obiettivo è aumentare la capacità produttiva intervenendo al tempo stesso sulle tecnologie e sui processi industriali.






