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DICEMBRE 2019 PAG. 42 - Strategiche per l’Italia le infrastrutture della Liguria





Alla difficile situazione operativa innescata dalla tragedia del Morandi si è aggiunta l’ultima emergenza emersa con il maltempo su una serie di viadotti. La Liguria sconta la fragilità delle sue infrastrutture e fa i conti con una contrazione delle attività logistiche cui l’intera comunità trasportistica del sistema Genova – Savona ha risposto con il massimo della responsabilità. In prima linea nella ricerca delle soluzioni operative anche Spediporto, l’associazione  degli spedizionieri, corrieri e trasportatori genovesi. “In attesa del nuovo Morandi, previsto il prossimo Aprile, diventa irrinunciabile fare un ceck up di tutte le infrastrutture di terra,” avverte il Direttore generale dell’associazione Giampaolo Botta. “Uno sforzo che deve vederci tutti uniti, considerando come il nostro sistema portuale per quanto riguarda la distribuzione delle merci dipende di fatto dalla rete stradale”.

L’obiettivo grosso su cui ha puntato l’associazione rimane il rilancio della Valpolcevera…  

E’ la soluzione che abbiamo individuato per rispondere alle necessità aperte dai nuovi scenari di competizione internazionale che si stanno configurando. Il nostro sistema operativa registra evidenti scompensi in termini di costi e tempi. Il progetto portato avanti con tutti gli attori della filiera per un retroporto di primo miglio riuscirebbe a garantire il giusto potenziamento della capacità produttiva del binomio porto-territorio. Lì riusciremmo ad accorciare la catena logistica, attivando tutta la gamma di servizi aggiunti alla merce, a cominciare dalla personalizzazione, a sostegno del mercato retail e dell’e-commerce.

Anche attivando la ZLS?   
Quello rappresenta uno dei punti cardini del progetto. L’istituzione di una zona a basso impatto amministrativo – burocratico, così come configurato dalla Legge 130, garantirebbe le condizioni ottimali a chi vuole investire sul nostro territorio e usufruire delle sue competenze logistiche. A maggior ragione in un momento favorevole come questo in cui i capitali internazionali sono alla ricerca di sbocchi e opportunità, anche nel Mediterraneo. 

Quali altre misure per il rilancio del settore?
Da tempo ci battiamo per l’attuazione di uno “sportello unico” dei controlli. Si tratta di un elemento di capacità competitiva non più derogobile. È arrivato il momento di tradurre in atti concreti, in capacità produttiva, quello che fino adesso è rimasto solo sulla carta.

Il ruolo futuro del porto di Genova?
Il nostro è uno dei pochi scali della penisola a poter giocare un ruolo compiutamente internazionale e inserito nell’alveo dei nuovi flussi della ricchezza globale. Solo in città occupa circa 56mila persone, l’intero sistema ligure supera i 120mila occupati. Parliamo davvero di prima industria della regione e di principale datore di lavoro per un’area strategica per tutto il paese come il Nord Ovest. Ma per raggiungere i nuovi mercati non possiamo fare a meno di infrastrutture e servizi adeguati. Non ne faccio un discorso campanilistico. È una questione strategica per l’Italia.  

Quale è la peculiarità di Spediporto?

Il nostro modello associativo non si limita alla sola rappresentatività di settore. Ci proponiamo, soprattutto nei confronti delle realtà medio – piccole, come promotori di servizi e strumenti utili nell’attività quotidiana attraverso iniziative che si confrontano direttamente sul mercato. L’esempio tipico è la partnership attivata con uno dei maggiori operatori privati per i trattamenti antiparassitari in paricolar modo per le merci inviate in Australia e Nuova Zelanda. Abbiamo risolto una problematica spinosa attraverso l’uso delle tecnologie più avanzate a disposizione.

Per l’anno prossimo? 
Fermo restando l’impegno per la Valpolcevera, la ZLS, e in generale, il rafforzamento infrastrutturale a servizio della logistica saremo impegnati con l’aggiornamento della nostra dotazione informatica, per l’avvio di un sistema di gestione digitale delle merci, e nel sostegno ai processi di internazionalizzazione delle imprese del comparto. L’obiettivo non riguarda solo portarle oltre le criticità strettamente territoriali ma coadiuvarle nelle nuove sfide tecnologiche delle piattaforme informatiche, dell’interpretazione e la gestione dei big data.

                                                                                                                                                    G.G.
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