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DICEMBRE 2019 PAG. 46 - CePIM Spa Interporto di Parma Investimenti e riconoscimenti


CePIM Interporto di Parma nasce nel 1974 per sviluppare l’intermodalità, la lavorazione e la distribuzione delle merci. Grazie alla sua visione progressista ed ai costanti investimenti infrastrutturali è oggi uno tra i migliori interporti a livello europeo.

Uno dei pilastri dell’hub parmigiano riguarda il potenziamento infrastrutturale che consentirà l’incremento della capacità di offerta di trasporto intermodale e movimentazione delle merci. All’Interporto di Parma accedono in media circa 1.300.000 mezzi pesanti e circa 2.700 treni merci ogni anno: tale numero verrà sensibilmente incrementato con la nuova dorsale Castelguelfo -Interporto elettrificata, che andrà a sostituire l’attuale trazione diesel, permettendo un notevole risparmio di tempi e costi. Insieme al potenziamento terminalistico, CePIM sarà in grado di ospitare treni fino a 750m ed a portata massima consentita dalla linea, adeguata ai nuovi standard europei già dal 2020.

“Vogliamo potenziare le nostre infrastrutture – spiega l’Ing. Capitani Presidente e AD di CePIM S.p.A. – perché solo con l’ammodernamento e l’innovazione possiamo ottenere l’incremento della capacità di offerta della nostra realtà. Oggi più che mai occorre finanziare una crescita costante degli hub logistici per far fronte all’incessante sviluppo dei mercati emergenti”.
Sempre in ottica di internazionalizzazione, CePIM, insieme a UIR (Unione Interporti Riuniti) ha concluso da poco due importanti missioni all’estero: la partecipazione alla fiera CILF – China International Logistics and Supply Chain Fair, uno dei principali eventi fieristici dedicati alla logistica che si tengono in Cina e la partecipazione alla Qatar Silk Road Exhibition 2019, la manifestazione internazionale qatarina dedicata alla logistica, organizzata dall’ICE-Agenzia in collaborazione con Invitalia, presso il centro espositivo DECC – Doha Exhibition & Convention Centre. “L’Interporto di Parma opera a livello nazionale e internazionale, con soluzioni logistiche efficienti e sempre nel rispetto dell’ambiente – continua l’Ing. Capitani - l’obiettivo è quello di crescere ancora e attaccare i nuovi mercati emergenti creando un bridge logistico e avendo uno sguardo verso i paesi della Silk Road”.

Tanta attenzione anche verso il tema della formazione: CePIM ogni anno investe tempo e risorse in progetti che riguardano la formazione dei dipendenti e dei più giovani. Quest’anno, insieme ad ERIC (Emilia-Romagna Intermodal Cluster), il primo cluster nazionale che raggruppa i principali hub logistici dell’Emilia-Romagna, CePIM ha dato vita a due corsi di formazione specifici per il settore logistico e trasportistico. Terminal Operator e Intermodal Terminal Manager sono le figure professionali che, oltre alle ore in aula, hanno potuto imparare sul campo le nozioni base del mondo logistico.

Grazie all’attenzione verso questi temi CePIM ha vinto, anche quest’anno, il premio Il Logistico dell’Anno 2019. Promosso da Assologistica Cultura e Formazione e inserito nel settore Innovazione in Ricerca e Sviluppo, CePIM ha ritirato il premio per il “Progetto per lo Sviluppo Intermodale di CePIM Interporto di Parma”, grazie agli investimenti affrontati per l’ampliamento del terminal e l’elettrificazione. CePIM ha anche ottenuto il riconoscimento “Corporate Accademy di rete per l’Innovazione e lo Sviluppo delle Competenze in ambito Logistico-Intermodale” insieme ai membri del Cluster ERIC, per i progetti che riguardano la formazione e l’internazionalizzazione.

“Siamo molto contenti e orgogliosi per questo risultato. Ottenere questi riconoscimenti ci dimostra che stiamo andando nella direzione giusta. Sono tante le attività che abbiamo in cantiere in questo momento ed ognuna riveste un ruolo importante nella nostra spinta di crescita. Il potenziamento infrastrutturale ci consentirà di aumentare i volumi di traffico, efficientare la ricettività del sito, e ampliare le rotte commerciali – prosegue l’Ing. Capitani – la passione verso la formazione ci permette di portare la nostra esperienza e il nostro know-how verso il mondo scolastico. Infine, le missioni all’estero ci consentono di tenere alta la sensibilità verso i mercati emergenti e preparare la nostra realtà alla collaborazione con Paesi, come la Cina, il Qatar o la Serbia che oggi sono in costante crescita”.
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