Cina leader nei corridoi marittimi verdi
La Cina è coinvolta in oltre 20 iniziative di corridoi marittimi verdi, rispetto alle tre registrate nel 2022, e quasi un quinto dei progetti avviati a livello globale collega un porto cinese. È quanto emerge dal rapporto del Global Maritime Forum Green shipping corridors: How China is re-energising the global movement, presentato al summit annuale dell’organizzazione a Shanghai.
L’analisi valuta il posizionamento cinese rispetto ai quattro elementi necessari per avviare corridoi marittimi a zero emissioni: disponibilità di combustibili e tecnologie, collaborazione tra gli attori della filiera, quadro normativo favorevole e domanda dei clienti.
Secondo il rapporto, Pechino presenta punti di forza nei primi tre ambiti. Il Paese è tra i produttori precoci e competitivi di metanolo verde e ammoniaca, è attivo nello sviluppo delle batterie per applicazioni marittime e partecipa a iniziative di collaborazione lungo la catena del valore. Sono inoltre in fase di rafforzamento le politiche legate all’idrogeno verde.
Il principale limite riguarda invece la domanda di combustibili e servizi di trasporto a zero emissioni, che non ha ancora raggiunto livelli sufficienti a sostenere il potenziale dell’offerta.
Il rapporto individua margini di sviluppo nell’utilizzo di strumenti normativi per ridurre il divario di costo e nel potenziamento delle infrastrutture per il metanolo, l’ammoniaca e la propulsione elettrica a batteria.
«I progressi della Cina nello sviluppo dei combustibili verdi e gli sforzi nella collaborazione internazionale potrebbero rappresentare fattori di successo per queste iniziative», ha dichiarato Jesse Fahnestock, direttore della decarbonizzazione del Global Maritime Forum.
Nello specifico delle 2o iniziative censite a fine giugno 2026, 12 sono ancora nella fase iniziale, cinque in quella esplorativa e tre in preparazione. Il corridoio per il trasporto del minerale di ferro tra Australia ed Est Asia è vicino all’operatività : entro la fine dell’anno è previsto l’impiego di una nave alimentata ad ammoniaca. Nel complesso, le iniziative cinesi coinvolgono oltre 75 soggetti.
Il rapporto individua nella produzione di metanolo verde e ammoniaca e nello sviluppo delle batterie marine alcuni dei principali vantaggi competitivi del Paese, insieme alla collaborazione tra gli operatori della filiera e al rafforzamento delle politiche sull’idrogeno verde. La Cina si sta posizionando come fornitore di riferimento per tre tecnologie e combustibili centrali nella decarbonizzazione marittima: metanolo, ammoniaca e batterie elettriche.
Sul fronte produttivo, i progetti in sviluppo puntano a raggiungere entro i primi anni Trenta una capacità di 30 milioni di tonnellate di metanolo verde e 15 milioni di tonnellate di ammoniaca verde. I volumi rappresentano oltre il 60% dei progetti mondiali di metanolo verde e circa il 15% di quelli relativi all’ammoniaca verde
Anche le infrastrutture per il rifornimento di metanolo sono in espansione: più di dieci porti cinesi hanno già sviluppato o stanno realizzando capacità di bunkeraggio. I volumi sono passati da meno di 540 tonnellate nel 2024 a 64.000 nel 2025 e 100.000 a metà 2026. Shanghai concentra circa il 90% dell’attività , che sta passando dalla fase pilota a quella commerciale.







