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Trasporti, costi e congestione frenano la logistica

 


Trasporti e logistica in Italia sono sotto pressione per l’aumento dei costi operativi e la congestione delle infrastrutture, mentre il traffico ferroviario merci registra una flessione e le tensioni geopolitiche condizionano i collegamenti marittimi. È il quadro delineato dall’Osservatorio Freight Insights, istituito dal MOST e dalla Fondazione CSELI e presentato a Roma in occasione dell’11° Forum internazionale di Conftrasporto-Confcommercio. 
Secondo lo studio, il fatturato delle imprese di trasporto ha raggiunto 96 miliardi di euro, ma la redditività non è cresciuta nella stessa misura dei ricavi. Tra il 2019 e il 2026 il costo del denaro è aumentato del 111%, quello dell’energia elettrica del 73%, del gasolio del 30% e della manodopera del 18%. 
Nel trasporto stradale, che nel 2025 ha superato i 31 miliardi di tonnellate-chilometro, la congestione rappresenta un costo rilevante. Nelle regioni Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna, il maggiore costo operativo per i mezzi pesanti supera un miliardo di euro l’anno; considerando tutti i veicoli, leggeri e pesanti, il costo nazionale arriva a quasi 5 miliardi. A questa criticità si aggiunge la carenza di conducenti professionali, stimata in oltre 30mila unità nei prossimi anni. 
Sul fronte marittimo, le deviazioni delle rotte commerciali legate alle tensioni geopolitiche e al mancato attraversamento del Canale di Suez allungano di circa due settimane i tempi di navigazione verso i porti italiani. Il rapporto segnala il rischio di una perdita di centralità degli scali nazionali a vantaggio dei porti del Nord Europa. 
Nel 2025, inoltre, il traffico Ro-Ro italiano ha registrato una flessione di circa l’1% rispetto all’anno precedente, dopo una crescita del 12% nel periodo 2018-2025. Sui collegamenti marittimi con le isole pesa anche il costo dell’Emission Trading System (ETS), che, insieme al carburante, arriva a incidere per oltre il 50% sui costi operativi. 
Le criticità riguardano anche il trasporto ferroviario merci. Nel primo semestre del 2026 i treni-chilometro sono diminuiti dell’8% rispetto allo stesso periodo del 2025, soprattutto per le interruzioni e i rallentamenti legati ai cantieri di ammodernamento della rete. 
Il trasporto aereo delle merci mostra invece un andamento complessivamente positivo, con aumenti dei volumi in alcuni scali cargo, tra cui Roma, Brescia e Bergamo. Malpensa registra una flessione che lo studio collega all’annuncio della tassa sui pacchi di basso valore. 
Il rapporto individua nella digitalizzazione una possibile leva per ridurre i costi e migliorare l’efficienza. L’impiego di tecnologie per il monitoraggio e la manutenzione delle infrastrutture potrebbe generare risparmi per quasi 7 miliardi di euro. La digitalizzazione dei documenti di trasporto, delle procedure amministrative e dei processi logistici potrebbe portare ulteriori benefici stimati in 18 miliardi di euro nei prossimi anni. Per l’informatizzazione delle operazioni logistico-portuali, il risparmio potenziale è di circa 160 milioni di euro l’anno. 
Per Pasquale Russo, presidente di Conftrasporto e vicepresidente di Confcommercio, la risposta alle criticità del settore deve combinare misure immediate e interventi strutturali. «Il caro energia, l’ETS, la congestione infrastrutturale, i ritardi nella digitalizzazione e le incertezze geopolitiche richiedono interventi su due fronti: da un lato, affrontare le emergenze; dall’altro, programmare politiche di sistema coordinate e di lungo periodo a sostegno degli operatori e dell’intero Paese».
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