Ex scalo merci di Surbo, si riapre la partita
La recente gara indetta da FS Sistemi Urbani per la vendita dell’ex scalo merci ferroviario di Lecce/Surbo non è andata deserta. Dopo i tentativi falliti nel 2014 e nel 2021, la presenza di almeno un’offerta concreta segna una netta discontinuità con il passato e riaccende le prospettive di riapertura per un'infrastruttura ferma dal lontano 2009.
La procedura d'asta per l'area di oltre 85.000 metri quadrati, con una base fissata a 1,35 milioni di euro, richiede un impegno industriale significativo. L'operatore che risulterà aggiudicatario dovrà infatti farsi carico di investimenti importanti: dal ripristino dei binari e dei piazzali alla regolarizzazione dei raccordi con Rete Ferroviaria Italiana e Trenitalia, fino alla risoluzione dei contenziosi acustici pregressi. Se l'iter burocratico per il controllo delle offerte richiederà circa sei mesi, e altrettanti ne serviranno per i lavori di revamping, l'orizzonte realistico per il ritorno in esercizio dell'hub si colloca nel corso del 2027.
Con i suoi 85.136 metri quadrati complessivi, il terminal di Surbo supera nettamente in termini di superficie l'impianto di Bari Ferruccio, situato 150 chilometri più a nord, che oggi copre circa 50.000 metri quadrati e gestisce una media di 24 coppie di treni a settimana. La riattivazione del nodo leccese non servirà quindi solo a servire l'area meridionale della Puglia, ma potrebbe offrire una valvola di sfogo strategica per decongestionare i flussi merci sull'intera dorsale adriatica.
A confermarlo anche un'analisi approfondita condotta da Confindustria Lecce insieme all'Università del Salento: la mappatura delle necessità di spedizione di 61 aziende del territorio ha rilevato una domanda latente capace di generare e sostenere fino a 70 treni merci al mese.
Posizionato nella rete Comprehensive del Corridoio europeo TEN-T Scandinavian-Mediterranean, lo scalo di Surbo rappresenta la naturale cerniera terminale del ramo adriatico della rete. Una volta operativo, consentirà di connettere direttamente la produzione manifatturiera locale con i principali nodi ferroviari nazionali ed europei, oltre a creare sinergie dirette con i porti di Brindisi e Taranto, chiudendo il cerchio dell'intermodalità ferro-gomma-mare.
Il successo di questa fase procedurale è stato accolto con forte soddisfazione dal mondo associativo. Il presidente di Confindustria Lecce, Valentino Nicolì, ha evidenziato come l'interesse espresso dagli operatori sia il coronamento di un lungo lavoro di concertazione istituzionale, fondamentale per restituire competitività alle imprese locali e abbattere i costi della catena di fornitura.
“Il fatto che il bando abbia trovato interesse da parte degli operatori costituisce un segnale incoraggiante e un passaggio importante verso la prospettiva della riattivazione dello scalo," sottolinea una nota ufficiale. "Occorre ora procedere con rapidità negli adempimenti necessari e dare priorità al recupero di una funzione logistica di interesse pubblico, capace di favorire intermodalità, attrazione di investimenti, crescita dell’export e nuove opportunità di sviluppo e occupazione per il territorio”.


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