Gwangyang avvia il terminal automatizzato
La Corea del Sud comincia ad introdurre la Physical AI nei suoi porti con l’avvio dei lavori del nuovo terminal container completamente automatizzato di Gwangyang, destinato a diventare il banco di prova nazionale per le tecnologie portuali sviluppate dall'industria nazionale.
Il progetto, promosso dal Ministero degli Oceani e della Pesca (MOF), prevede un investimento complessivo di circa 523 milioni di dollari entro il 2029.
Il nuovo terminal sorgerà nell'area Phase 3-2 del porto di Gwangyang e sarà composto da quattro accosti, con una capacità pari a 1,36 milioni di TEU all'anno.
L'intera infrastruttura sarà realizzata utilizzando sistemi e attrezzature made in Korea, compreso gru, sistemi di trasferimento dei container e il terminal operating system.
L'obiettivo del progetto è trasformare lo scalo in un laboratorio tecnologico dove sperimentare l'integrazione tra automazione, intelligenza artificiale, robotica e gestione digitale delle operazioni portuali, prima dell'estensione del modello al futuro Jinhae New Port, la cui prima fase entrerà in esercizio nel 2032.
Secondo il programma governativo, entro il 2035 la Corea del Sud punta ad aumentare del 30% la produttività portuale, ridurre gli incidenti sul lavoro e conquistare una quota del 10% del mercato mondiale delle tecnologie portuali.
La prima fase di questo piano infrastrutturale prevede investimenti complessivi per oltre 5,3 miliardi di dollari e comprenderà 198 gru automatizzate, di cui 36 ship-to-shore e 162 yard crane, oltre a 171 veicoli a guida autonoma e a un sistema operativo basato sull'intelligenza artificiale.
Il Ministero ha inoltre confermato l'intenzione di sviluppare collegamenti autonomi tra porti, reti ferroviarie, trasporto marittimo e aeroporti, accompagnando la diffusione delle nuove tecnologie con strumenti di finanziamento pubblico per agevolarne l'adozione da parte dei terminalisti privati.


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