Artico, la rotta resta più costosa di Suez
L’avvio del primo servizio marittimo di linea con portacontainer lungo la Northern Sea Route da parte di Sea Legend Shipping riporta al centro dell’attenzione le potenzialità commerciali della rotta artica tra Asia ed Europa. L’operatore ha scelto di utilizzare il passaggio lungo le coste settentrionali della Russia per collegare i due mercati, puntando sul principale vantaggio della NSR: una distanza sensibilmente più breve rispetto alla tradizionale rotta attraverso il Canale di Suez. Tra Shanghai e Rotterdam, ad esempio, il percorso si riduce da circa 10.500 a 8.600 miglia nautiche, con un risparmio del 18,1%. Ma la riduzione delle distanze non coincide necessariamente con un vantaggio economico.
È questa la conclusione di uno studio, “Probabilistic Threshold Conditions for Northern Sea Route Cost Competitiveness”, realizzato da Haemi Shin e Sungkuk Kim della Mokpo National Maritime University e pubblicato sulla rivista scientifica Future Transportation. I ricercatori hanno utilizzato un modello probabilistico basato su simulazioni per confrontare i costi della rotta artica con quelli della rotta di Suez, considerando diverse condizioni stagionali e geopolitiche.
Il risultato è piuttosto netto: in nessuno degli scenari analizzati la probabilità che la NSR sia economicamente più conveniente di Suez supera il 50%. Nello scenario estivo di riferimento si ferma al 16,6%, mentre in inverno scende all’1,4%. Anche ipotizzando un miglioramento del quadro geopolitico e una riduzione delle sanzioni, la probabilità arriva soltanto al 23,5%. Un dato che suggerisce come gli ostacoli alla competitività della rotta artica non siano legati soltanto all'attuale contesto internazionale, ma anche a fattori strutturali.
A pesare sono soprattutto i costi specifici della navigazione in acque polari. Tra questi ci sono le tariffe per l’assistenza dei rompighiaccio russi forniti da Atomflot, che nello scenario estivo di riferimento incidono per circa il 18% sul costo complessivo del viaggio, con una spesa media di 450.000 dollari per traversata. In inverno il costo arriva a circa 900.000 dollari. Si aggiungono i premi assicurativi più elevati legati alla navigazione artica, i rischi operativi e la limitata disponibilità di infrastrutture di assistenza e soccorso. Anche la presenza del ghiaccio incide sui consumi, aumentando il fabbisogno di carburante.
Secondo lo studio, neppure l'aumento dei premi per il rischio di guerra associati alla navigazione nel Mar Rosso sarebbe sufficiente, da solo, a spostare l'equilibrio a favore della NSR. Per arrivare a una probabilità di competitività del 50% sarebbe necessario intervenire contemporaneamente su più voci di costo: le tariffe dei rompighiaccio dovrebbero scendere a circa 300.000 dollari, mentre i premi assicurativi per la navigazione polare dovrebbero dimezzarsi.
Le indicazioni che emergono dai dati vanno però oltre la semplice riduzione dei costi. Per aumentare la competitività della rotta, le politiche pubbliche, spiega il report, dovrebbero concentrarsi soprattutto sulle variabili che possono essere effettivamente governate: maggiore trasparenza delle tariffe, infrastrutture artiche più affidabili, sviluppo di un mercato assicurativo specializzato e maggiore stabilità istituzionale.
Puntare invece su condizioni favorevoli del prezzo del carburante o su un'evoluzione positiva del quadro geopolitico offrirebbe margini di intervento molto più limitati, trattandosi di fattori difficilmente influenzabili attraverso politiche di settore.
La Northern Sea Route, in definitiva, conserva quindi un vantaggio geografico significativo, ma la distanza non è l'unico parametro che ne può determinare la convenienza. L'iniziativa di Sea Legend Shipping mostra l'interesse crescente per il corridoio artico, mentre i risultati dello studio evidenziano quanto resti complesso trasformare quel vantaggio geografico in una competitività economica stabile rispetto alla rotta di Suez. La sfida, più che accorciare ulteriormente il percorso, è rendere prevedibili e sostenibili i costi e le condizioni operative della navigazione artica.


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