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Petrolio, USA estendono la deroga al Jones Act


L’amministrazione Trump ha prorogato di 90 giorni la deroga al Jones Act, consentendo in determinate circostanze l’impiego di navi straniere per il trasporto di petrolio e altre merci tra porti statunitensi. La nuova estensione, in vigore dal 17 agosto, introduce però una valutazione caso per caso, verificando anche la disponibilità di navi conformi alla normativa. 
Il Jones Act prevede che i traffici marittimi tra porti USA siano effettuati con navi costruite, possedute e registrate negli Stati Uniti e operate da equipaggi americani. Le deroghe sono ammesse solo in presenza di esigenze legate alla difesa nazionale. 
La decisione arriva mentre il conflitto con l’Iran mantiene sotto pressione i mercati energetici e si traduce di un aumento concreto del prezzo del carburante per i consumatori americani. Secondo la Casa Bianca, la proroga punta a garantire la continuità degli approvvigionamenti strategici e a ridurre le strozzature nei trasporti interni. Il Dipartimento della Guerra dovrà consultare la Maritime Administration prima di autorizzare l’impiego di navi straniere. 
La misura ha diviso il comparto marittimo. L’American Maritime Partnership e l’American Waterways Operators,  associazione che rappresenta il settore americano di rimorchiatori, towboat e chiatte, ha criticato la proroga, pur valutando positivamente il passaggio a un sistema di autorizzazioni individuali. L’American Petroleum Institute, al contrario, sostiene che le deroghe favoriscano la continuità dei trasferimenti di prodotti energetici e contribuiscano alla stabilità dei prezzi. Dura anche la posizione dell’Offshore Marine Service Association, secondo cui il provvedimento non avrebbe portato benefici ai consumatori e penalizzerebbe armatori, marittimi e cantieri statunitensi. Il nuovo regime lascia così aperto il confronto tra sicurezza degli approvvigionamenti, capacità della flotta nazionale e tutela dell’industria marittima americana.
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