Cargo aereo, rallenta la crescita dei noli
Il mercato mondiale del cargo aereo inizia a mostrare i primi segnali di rallentamento dopo il forte slancio registrato nella prima parte del 2026. Secondo i dati diffusi da Xeneta, a luglio le tariffe spot globali si sono attestate in media a 3,12 dollari al chilogrammo, con un incremento del 28% rispetto allo stesso mese del 2025. Si tratta di una crescita ancora significativa, ma meno intensa rispetto ai mesi precedenti: dopo il +41% di maggio e il +38% di giugno, il ritmo dell'aumento ha continuato a rallentare. Su base mensile, inoltre, i noli sono diminuiti del 6%.
Il raffreddamento del mercato si riflette anche nelle prospettive per la seconda parte dell'anno. Xeneta conferma una valutazione positiva sull'intero 2026, sostenuta dall'ottimo andamento del primo semestre, ma osserva come gli operatori guardino ai prossimi mesi con maggiore prudenza, anche perché non emergono ancora segnali concreti dell'avvio della tradizionale peak season.
«Luglio è storicamente un mese più debole rispetto a giugno e un rallentamento delle tariffe era prevedibile», osserva Niall van de Wouw, Chief Airfreight Officer di Xeneta. «Le prospettive per il 2026 sono migliorate rispetto a quelle formulate alla fine del 2025 grazie all'ottimo avvio dell'anno, ma ci aspettiamo una seconda metà del 2026 meno dinamica. Inoltre, pochissimi operatori stanno parlando di una vera stagione di picco».
I ribassi più marcati si registrano sulle rotte tra Asia ed Europa. Le tariffe spot dal Nord-Est asiatico verso l'Europa sono diminuite del 13% rispetto a giugno, mentre quelle dal Sud-Est asiatico hanno perso il 9%. Ancora più evidente la flessione dei collegamenti tra Cina ed Europa occidentale, dove i noli sono scesi del 22%, attestandosi a 4,15 dollari al chilogrammo, un calo decisamente più accentuato rispetto a quello osservato negli anni precedenti.
Per Xeneta il tempismo di questa discesa non è casuale. Dal 1° luglio 2026 l'Unione europea ha eliminato la soglia di esenzione doganale di 150 euro per le importazioni di basso valore, introducendo un dazio fisso di 3 euro per articolo. Le prime indicazioni raccolte sul mercato suggeriscono che il nuovo regime doganale stia già inducendo alcuni operatori a ridurre la capacità cargo destinata ai flussi di e-commerce tra Cina ed Europa, con effetti che iniziano a riflettersi anche sul mercato del trasporto merci tradizionale.
Restano invece su livelli elevati le tariffe sulle rotte interessate dalla crisi in Medio Oriente. Nell'ultima settimana di luglio i noli verso la regione risultavano superiori dell'84% rispetto ai livelli di fine febbraio per le spedizioni dall'Asia meridionale e del 47% per quelle dal Sud-Est asiatico. Anche le spedizioni dall'Europa continuano a registrare un premio del 62%, segno che le tensioni operative legate al conflitto continuano a incidere sul mercato.
Sul fronte transpacifico, invece, continua a sostenere la domanda il comparto dell'intelligenza artificiale. Le tariffe spot dal Nord-Est e dal Sud-Est asiatico verso il Nord America rimangono superiori del 33% rispetto ai livelli precedenti all'escalation della crisi mediorientale, pur mostrando un rallentamento rispetto alla fine di giugno.
Scenario opposto sulle rotte transatlantiche, dove la maggiore capacità belly offerta dai voli passeggeri estivi mantiene le tariffe tra Europa e Nord America del 27% inferiori ai livelli di fine febbraio.
Anche i volumi mostrano un graduale ritorno alla normalità .
A luglio la domanda mondiale di trasporto aereo merci è cresciuta del 4% rispetto a un anno prima, dimezzando il ritmo del mese precedente, quando l'incremento era stato dell'8%. La capacità disponibile è aumentata dell'1%, proseguendo il recupero dopo le interruzioni provocate dalla crisi in Medio Oriente, mentre il coefficiente dinamico di riempimento elaborato da Xeneta è salito al 61%, due punti percentuali in più rispetto a luglio 2025.
Per la seconda parte dell'anno, Xeneta ritiene che l'evoluzione del mercato dipenderà da una combinazione di fattori: gli sviluppi del conflitto tra Iran e Israele, l'andamento del prezzo del carburante, gli effetti delle nuove regole europee sull'e-commerce e l'impatto delle misure adottate dall'Unione europea nei confronti delle piattaforme di vendita online. Variabili che, secondo van de Wouw, potrebbero continuare a ridisegnare gli equilibri del mercato del cargo aereo nei prossimi mesi.






