Quando l’arte viaggia, la logistica protegge il valore
La logistica dell’arte non si limita a trasferire un bene: ne accompagna la circolazione, tutela le condizioni conservative e contribuisce alla fiducia fra proprietari, istituzioni e mercato. È il messaggio emerso dal panel «Quando l’arte viaggia: la logistica del valore tra sicurezza, sostenibilità e mercato globale», promosso da Assologistica nell’ambito di Green Logistics Expo, alla Fiera di Padova. Aperto dal presidente di Assologistica Paolo Guidi, con l’inquadramento del vicepresidente Riccardo Fuochi, l’incontro ha seguito il percorso dell’opera dalla vendita alla consegna, mettendo in relazione quadro normativo, aspettative dell’acquirente, progettazione della movimentazione, assicurazione e impatto ambientale. Sono intervenuti Alessandro Guerrini, amministratore delegato del Gruppo Finarte, Alvise Di Canossa, presidente di Logistica Arte e vicepresidente del Gruppo Apollo, Italo Carli, Senior Consultant Fine Art & Luxury e Lapo Sergi, CEO del Gruppo Apice.
Nell’apertura, Paolo Guidi ha richiamato la scelta di Assologistica di presidiare un comparto specialistico strettamente legato al patrimonio e alle competenze del Paese. «È uno dei valori italiani in cui la logistica fa davvero la differenza. Qui non parliamo di merci qualsiasi, ma di beni con necessità estremamente particolari, che richiedono competenze specialistiche», ha sottolineato Guidi.
Il presidio associativo risponde a questa specificità: valorizzare imprese qualificate, favorire il confronto fra professionalità diverse e portare all’attenzione delle istituzioni le esigenze di una filiera nella quale qualità, affidabilità e responsabilità sono determinanti.
Riccardo Fuochi, vicepresidente di Assologistica con delega ad arte e moda, ha evidenziato il ruolo di Logistica Arte, il raggruppamento dell’associazione dedicato agli operatori specializzati. Secondo i dati richiamati nel suo intervento, le aziende riunite sotto la sigla coprono circa il 90% delle imprese italiane del comparto. Fuochi ha inoltre indicato per l’industria dell’arte in Italia un fatturato di circa 1,5 miliardi di euro e un impatto economico complessivo vicino ai quattro miliardi.
«Il mercato della logistica dell’arte è piccolo rispetto ai volumi della logistica tradizionale, ma movimenta valori straordinari», ha osservato.
Imballaggi dedicati, casse climatizzate, mezzi attrezzati e installazioni complesse sono soltanto la parte più visibile del lavoro. A questi si aggiungono verifiche, documentazione, autorizzazioni e coordinamento fra soggetti diversi, con una responsabilità che accompagna l’opera lungo tutte le fasi del servizio.
Partendo dai dati dell’Art Basel & UBS Global Art Market Report 2026: mercato mondiale a 59,6 miliardi di dollari nel 2025, in crescita del 4%, con le aste pubbliche a +9% il filo conduttore della tavola rotonda è stato il valore della pianificazione anticipata: coinvolgere le competenze quando possono ancora orientare le scelte, non soltanto quando occorre risolvere una criticità.
Alvise Di Canossa ha ripercorso il lavoro di rappresentanza del Gruppo Apollo, che riunisce diverse componenti del mercato dell’arte, comprese le imprese della logistica.
«Siamo diventati un tavolo permanente con il Ministero, al di là dei cambi di governo», ha spiegato, sottolineando l’importanza di un’interlocuzione continuativa fra operatori e istituzioni. Due i fronti affrontati: l’introduzione dell’IVA al 5% per le operazioni interessate dalla nuova disciplina del settore e le modifiche alla circolazione delle opere introdotte dalla legge «Italia in scena».
Di Canossa ha riferito che i dati raccolti presso gli associati indicano, da luglio 2025, incrementi delle vendite compresi fra il 25% e il 40%. Una rilevazione presentata nel corso dell’intervento, che segnala il dinamismo degli operatori coinvolti senza coincidere con una misura dell’intero mercato nazionale.
Sul versante della circolazione, la legge 17 marzo 2026, n. 40, entrata in vigore il 14 aprile, ha elevato da 13.500 a 50.000 euro la soglia di valore rilevante per l’uscita definitiva delle categorie interessate di opere di autori non più viventi, eseguite da oltre settant’anni. Restano le eccezioni previste dal Codice e una disciplina specifica per i beni librari, per i quali la soglia rimane a 13.500 euro. Restano inoltre ferme le disposizioni europee sull’esportazione dei beni culturali. La semplificazione non equivale quindi a un’esenzione generalizzata dagli adempimenti o dalla tutela.
Di Canossa ha evidenziato anche l’attrattività fiscale dell’Italia per i nuovi residenti, citando, con riferimento a giugno 2026, 7.850 nuclei trasferiti e circa 3.800 richieste in attesa.
Il messaggio operativo è rimasto distinto da quello normativo: la semplificazione delle procedure non riduce l’obbligo dell’operatore di essere sicuro, affidabile e capace di movimentare i beni senza comprometterne le condizioni e il valore.
Alessandro Guerrini ha portato il punto di vista della casa d’aste, mostrando come il rapporto con l’acquirente continui ben oltre il colpo di martello.
«Il momento dell’aggiudicazione dura pochi secondi; prima ci sono mesi di lavoro sul catalogo, dopo inizia la fase post-vendita, che è in assoluto la più complessa», ha spiegato.
La qualità della consegna non riguarda soltanto tempi e costi, ma anche la conservazione dell’opera e il rispetto delle disposizioni applicabili alla sua circolazione. Il tema assume particolare rilievo nel rapporto con i collezionisti internazionali, che devono poter comprendere in anticipo verifiche, vincoli e tempi delle procedure.
Guerrini ha individuato quattro leve: condizioni di vendita trasparenti, informazione preventiva sui possibili vincoli, affidamento a partner logistici qualificati e coordinamento fra casa d’aste, assicuratore, trasportatore e autorità competenti.
Italo Carli ha richiamato la necessità di collegare la valutazione economica alla conoscenza delle condizioni nelle quali il bene viene gestito. «Siamo tutti custodi temporanei di questi oggetti», ha osservato, sottolineando l’importanza di seguire l’opera lungo l’intera catena, dal ritiro alla consegna.
L’aumento delle transazioni e la diffusione delle piattaforme online rendono ancora più importante chiarire valori, condizioni e responsabilità. La prospettiva assicurativa deve quindi dialogare con la progettazione logistica, senza essere ridotta a un adempimento successivo.
Le slide hanno messo a confronto le emissioni associate alla spedizione realizzata con quelle di uno scenario alternativo di trasporto. Il caso ha consentito di affrontare in termini concreti il rapporto fra esigenze conservative, condizioni richieste per la movimentazione e obiettivi ambientali.
Il contributo ha portato l’attenzione sulla necessità di distinguere i requisiti indispensabili per la tutela dell’opera dalle scelte organizzative che possono essere riesaminate. Un confronto che richiede il coinvolgimento dei soggetti responsabili dell’opera e una valutazione delle alternative riferita al caso specifico.
La sostenibilità, in questa prospettiva, non è un attributo da aggiungere al servizio, ma una dimensione da integrare nella sua progettazione.






