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IMATEQ: locomotive già pronte per i treni da 750 metri

 


Un parco macchine che dura trent’anni, in alcuni casi fino cinquanta, trasforma l’assistenza in un business quanto la vendita. Stefano Ocleppo, sales director South Europe di IMATEQ, racconta come la filiale italiana sia nata per servire il costruttore e si sia allargata fino al collaudo di locomotive elettriche. «Produciamo in Germania locomotive da manovra ma anche da treno, tra le più potenti e tecnologicamente aggiornate sul mercato – spiega Ocleppo - Imateq Italia ne cura l’assistenza e, quando serve, il noleggio. In Italia ci sono 23 operatori ferroviari, sostanzialmente tutti nostri clienti o potenziali clienti». 
Quali sono i vostri mercati di riferimento? 
Siamo un’azienda con base in Germania e i nostri mercati principali sono sostanzialmente nel Nord Europa. Il Sud Europa è più difficile, perché è un mercato con meno risorse da spendere per un prodotto di alta gamma come il nostro. Di fatto i nostri mezzi rappresentano lo stato dell’arte per sostenibilità ambientale ed economica, quindi risparmio di carburante ed energia. Sono equipaggiate con il sistema di segnalamento ETCS e con i sistemi nazionali, così possono essere usate sia per la trazione ferroviaria sia sull’intera rete italiana. 
Che tipi di servizi offrite ai clienti? 
Garanzia del costruttore e assistenza tecnica, con una hotline dedicata: forniamo manutenzione preventiva e straordinaria e gli aggiornamenti sulle locomotive già in servizio in Italia. Una locomotiva da manovra o da trazione ha una vita molto lunga: in particolare quelle prodotte hanno una vita di progetto di 30 anni, ma sono state utilizzate anche per 50, quindi nel tempo servono interventi di retrofit. 
Dove operate a livello territoriale? 
Abbiamo una nostra officina presso l’interporto di Rivalta Scrivia, interconnesso con la rete ferroviaria attraverso la stazione di Rivalta, nel comune di Tortona. Operiamo anche attraverso le officine dei clienti e dei partner commerciali in Italia e con officine mobili: i nostri tecnici si spostano se il cliente ha le strutture adeguate per la manutenzione preventiva. 
Verso quali evoluzioni si sta muovendo il mercato? 
Treni lunghi e pesanti: ci stiamo adeguando allo standard europeo da 750 metri. Molti terminal e porti stanno adeguando le banchine a questa lunghezza, e questo richiede potenza per la trazione. La nostra locomotiva di punta già riesce a soddisfare questa esigenza. 
Quali tecnologie avete sviluppato a livello di carburanti? 
I mezzi funzionano con trazione diesel, compreso l’HVO: i motori lavorano con qualsiasi percentuale di carburante standard e HVO, senza additivi. Inoltre possiedono la funzione start and stop, utilissima in manovra quando la locomotiva sosta spesso in attesa, e il personale di condotta può selezionare dal banco livelli di potenza diversi dove non serve tutta la potenza. Questo fa risparmiare e riduce l’impatto ambientale. È studiata anche per i cantieri ferroviari in galleria, con abbattimenti delle emissioni impensabili qualche anno fa: rispetto a una locomotiva dei primi anni del secolo arriviamo fino al 95% in meno di emissioni di particolato. Il traguardo che si propone IMATEQ in Italia? 
La filiale italiana è nata per servire il prodotto del costruttore, ma con il tempo si è allargata. Molti clienti hanno trovato comodo portarci anche locomotive elettriche, e questo ci ha spinto a investire nell’officina. Oggi siamo in grado di fare anche il testing: i clienti possono portare le loro locomotive elettriche e uscire con lil mezzo collaudato.
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