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DICEMBRE 2023 PAG. 34 - Letterina a Babbo Natale I desideri della logistica

 


“Ricorrenza: in medicina, la ripetizione, a intervalli più o meno regolari, di fenomeni normali o patologici”. La logistica delle ricorrenze vorrebbe che sotto Natale non ci si ritrovasse a cercare la letterina dell’anno prima per tentare un secondo invio. Forse uno sciopero dei trasporti o un bug non l’hanno fatta giungere al mittente, forse la siccità estiva ha reso “sterile” anche la tundra di Rovaniemi, o forse lo stesso Babbo Natale ha smesso di crederci … in sé stesso? Allora vuol dire che siamo alla patologia.

Il 2023 sembra essere stato l’anno dei titoli (non “tituli” alla Murinho) e degli acronimi a iniziare dall’emanazione del Regolamento Concessioni e relative Linee guida, per seguire con l’avvio del dibattito sulla Riforma Portuale e/o della sua Governance (al plurale o al singolare?), quindi l’estiva pubblicazione del Piano del Mare, per non dimenticare il costante dibattito sulla revisione del PNRR e i primi passi RePower EU (da non confondersi con un ricostituente post influenzale), la nascita del CIPOM, l’incubazione genomica delle CER(P).

Uno dei dati più eclatanti, ancora nel momento in cui scrivo, è la non retorica iperbole dei canoni concessori (dopo quella dei costi energetici e dell’inflazione) che fluttua tra un’ADSP e l’altra da inizio anno con il noto aumento del 25% dei costi concessori a (s)favore delle imprese della portualità nella totale assenza di un principio: l’uniformità.

Tutto ciò accade mentre i mercati sono tornati a galleggiare ai livelli precedenti il 2019, così come i consumi, con le relative conseguenze su tutta la filiera del trasporto, intravvedendo un 2024 assolutamente allineato, anzi piattamente prono; sarà che un’altra conseguenza della patologia, questa volta della storia umana, ovvero il proliferare di conflitti più o meno cruenti dal punto di vista delle vittime contate quotidianamente ma comunque cruenti per i molteplici effetti sulle vite e gli equilibri economici e finanziari di tutto il mondo, lascia stagnanti statistiche e proiezioni.

Nel corso degli eventi si innesta il rinnovo del Contratto Collettivo dei lavoratori portuali: ben lungi dal poter entrare nel novero del dibattito sul salario minimo, timidamente qualcuno prova a richiamare l’attenzione sulla unicità di questo contratto di lavoro. Uno dei pochi contratti esplicitamente richiamati da una legge, soggetti alle verifiche di compliance da parte dello Stato (attraverso le autorizzazioni e concessioni rilasciate dalle Autorità di Sistema Portuale) e con un’articolazione chiara e definita a tutela di chi lavora e di chi il lavoro lo organizza, le aziende. Questa sì che è una bella notizia, dice la voce di controcanto mentre il narratore prosegue: certamente, direte voi, soprattutto se nessuno vorrà farne bandiera o scudetto … che detto da un genoano si capisce bene non voglia essere una provocazione partigiana (sarcasmo ligure a parte).

Visto dall’alto del presepio tutto questo vociare e brulicare di parole e persone ricorda un po’ la corsa affannata e confusa a Gerusalemme per il censimento di qualche millennio fa, non fosse altro che è giusto ricordalo per quello che accade in questi tempi sia che li che in tanti altri “ovunque”.

Ma visto da qui, la voglia è quella di raccogliere ancora una volta le tante idee, i tanti progetti, le tante proposte che potrebbero rendere un posto migliore questo nostro mondo, logisticamente parlando s’intende: basterebbe a mettere un po’ di ordine? Sicuramente si, perché, cripticamente come direbbe Battiato “Non hai forza per tentare, di cambiare il tuo avvenire, per paura di scoprire, libertà che non vuoi avere. Ti sei mai chiesto, quale funzione hai?” e quindi Buon Natale a tutti!

Alessandro Ferrari
Direttore Assiterminal
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