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Porti sudcoreani, protesta contro la fusione

 


Trecento associazioni di Busan, Incheon, Ulsan e Yeosu-Gwangyang si sono mobilitate contro il piano del governo sudcoreano che prevede l'integrazione delle rispettive port authority in un’unica istituzione nazionale denominata provvisoriamente Korea Port Authority. Le organizzazioni hanno promosso una serie di conferenze stampa simultanee nelle quattro città portuali, chiedendo il ritiro del progetto e una maggiore autonomia nella gestione degli scali. 
La proposta è contenuta nel Piano di ristrutturazione delle funzioni delle istituzioni pubbliche, annunciato dal governo di Seul a inizio mese. Secondo l'esecutivo, l'accorpamento delle quattro autorità portuali dovrebbe ridurre la sovrapposizione delle funzioni e una competizione considerata eccessiva tra gli scali, aumentando l'efficienza operativa. 
Le organizzazioni contrarie sostengono invece che l'unificazione rischierebbe di ridurre la capacità di risposta alle esigenze dei singoli porti: “Busan gestisce il transhipment, Incheon serve da gateway per l'area metropolitana, Ulsan è specializzato nell'energia e Yeosu-Gwangyang sostiene acciaio e petrolchimica: le funzioni e le industrie di supporto di ciascun porto sono completamente diverse”, hanno denunciato. L'accorpamento di strutture con caratteristiche differenti, sottolineano, rischierebbe di compromettere la capacità di intervento sul territorio e di riportare il sistema verso un modello centralizzato. 
La coalizione ha richiamato anche alcuni esempi internazionali, citando Rotterdam, Amburgo e Shanghai come modelli nei quali specializzazione e autonomia delle strutture portuali vengono mantenute. 
Incheon Port Development Council ha ricordato il ruolo svolto dall'autorità portuale locale nello sviluppo del nuovo porto e nella realizzazione del terminal passeggeri internazionale: "interventi resi possibili dalla capacità dell'ente locale di guidarne lo sviluppo direttamente sul territorio". 
La mobilitazione chiede ora al governo di abbandonare il progetto di fusione delle quattro autorità e di orientare la politica portuale verso il rafforzamento della specializzazione, dell'autonomia e della responsabilità gestionale dei singoli scali.
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