Jebel Ali rallenta, DP World punta su Fujairah
La crisi nello Stretto di Hormuz sta incidendo sui traffici di Jebel Ali, principale hub portuale di DP World negli Emirati Arabi Uniti, e spinge il gruppo a rafforzare la propria rete alternativa sul versante orientale del Paese. Nel primo semestre 2026 il porto è rimasto operativo e non ha subito danni alle infrastrutture, ma il conflitto regionale ha provocato una temporanea riduzione del traffico delle navi in ingresso. L'impatto su Jebel Ali è stato compensato dalla crescita delle altre attività del gruppo. Escludendo lo scalo emiratino, i volumi container di DP World sono aumentati del 6,5% su base like-for-like, con incrementi in Africa, Asia-Pacifico, Europa e Americhe. Il gruppo ha inoltre potenziato i collegamenti inland per mantenere operativo il flusso delle merci e ridurre gli effetti delle interruzioni sulle catene logistiche regionali.
La risposta più significativa riguarda però Fujairah, sulla costa orientale degli Emirati, al di fuori del Golfo Persico. DP World prevede di sviluppare due nuovi terminal nell'ambito di una concessione di 50 anni, estendendo verso Fujairah l'ecosistema logistico oggi centrato su Jebel Ali. L'operazione punta ad aumentare la flessibilità della rete portuale emiratina e a offrire ai caricatori un'alternativa in caso di nuove perturbazioni dei traffici regionali.
La crisi di Hormuz si riflette intanto nei risultati del primo semestre. DP World ha registrato ricavi per 12,7 miliardi di dollari, in crescita del 13,1% rispetto allo stesso periodo del 2025, mentre i volumi container complessivi sono scesi del 5,7%, a 42,8 milioni di TEU. Al netto di Jebel Ali, il throughput è invece cresciuto del 5,4% a 39,7 milioni di TEU. L'EBITDA si è attestato a 2,86 miliardi di dollari, in calo del 5,6%.
Il gruppo ha investito 1,5 miliardi di dollari nei primi sei mesi dell'anno e prevede investimenti complessivi per circa 3 miliardi nel 2026, destinati a nuovi progetti e capacità logistiche negli Emirati, nel Regno Unito, in India, Arabia Saudita e Repubblica Democratica del Congo. La strategia di DP World punta quindi a ridurre la dipendenza da singoli nodi e a integrare porti, servizi marittimi e logistica terrestre in una rete più flessibile.


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