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Usa, svolta sui cantieri navali stranieri

 


Gli Stati Uniti cambiano approccio verso i costruttori navali stranieri. Il nuovo memorandum sulla cantieristica firmato dal presidente Donald Trump apre infatti alla possibilità di affidare temporaneamente a cantieri esteri la costruzione di alcune navi destinate alla US Navy, superando almeno in parte il tradizionale ricorso esclusivo alla capacità produttiva nazionale. 
La misura si ispira al cosiddetto “Finland model”, già sperimentato nel programma statunitense per i rompighiaccio medi. I costruttori stranieri potranno realizzare fino a due navi nei propri cantieri per accelerare le consegne e compensare le attuali carenze di capacità. In cambio, dovranno però effettuare investimenti significativi negli Stati Uniti e contribuire alla formazione di una forza lavoro americana. Le unità successive dovranno invece essere costruite sul territorio statunitense. 
Non si tratta quindi di una semplice apertura agli acquisti dall'estero. L'obiettivo è sfruttare temporaneamente capacità produttive, tecnologie e competenze dei grandi gruppi internazionali per ricostruire quella americana. 
Il memorandum individua tre categorie di navi alle quali applicare questo approccio: combatant di superficie, navi cisterna per il rifornimento in mare e unità roll-on/roll-off. Per queste tipologie, il ricorso temporaneo ai cantieri esteri dovrebbe consentire di ridurre i tempi di consegna mentre procede il rafforzamento della capacità industriale nazionale. 
La scelta arriva in una fase difficile per la cantieristica statunitense, alle prese con capacità produttiva insufficiente, ritardi e carenze lungo la filiera. Il documento riconosce i limiti dell'attuale base industriale e punta quindi a combinare gli investimenti negli Stati Uniti con l'accesso alle capacità produttive dei partner internazionali. 
La nuova impostazione potrebbe favorire i grandi gruppi stranieri che hanno già una presenza industriale negli Stati Uniti. Tra i potenziali beneficiari Reuters indica Hanwha e Fincantieri, entrambi già impegnati nella cantieristica americana. 
Il gruppo italiano dispone già di una piattaforma industriale negli Stati Uniti, Fincantieri Marinette Marine in Wisconsin mentre nell’aprile 2026 ha ottenuto un contratto da 30 milioni di dollari per materiali e attività di ingegneria relative alle prime quattro unità, nell’ambito del programma Medium Landing Ship che potrebbe arrivare a 35 navi. L'obiettivo di Washington resta comunque il rafforzamento della produzione nazionale. La costruzione all'estero viene considerata una soluzione temporanea, mentre gli investimenti dei gruppi stranieri negli Stati Uniti dovrebbero contribuire ad aumentare la capacità dei cantieri e a formare una nuova disponibilità di personale qualificato.
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