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DICEMBRE 2022 PAG. 105 - Fs, il Polo Logistica punta sui terminal

 




Manca solo il permesso a costruire atteso entro la primavera del 2023 e anche a Brescia, per il terminal denominato la Piccola velocità, si potranno aprire i cantieri. Lavori che inizieranno nel 2024 per concludersi nel 2026. È stato siglato presso il comune di Brescia il protocollo di intesa tra il sindaco Emilio Del Bono e Gianpiero Strisciuglio, AD Mercitalia Logistics, società capofila del Polo Logistica del Gruppo FS Italiane, per definire i dettagli delle opere pubbliche di mitigazione e compensazione, annesse alla realizzazione dell’infrastruttura: 100 mila metri quadrati per un investimento di 60 milioni di euro. Si parte subito con le opere di mitigazione ambientale: 4, 5 milioni per migliorare la mobilità attorno al terminal sia verso la città che in direzione extraurbana con Mercitalia Logistics che cede un’area di 30 mila metri quadri. E ulteriori 10 mila metri quadri saranno destinati a verde pubblico con attività di piantumazione. Il  terminal che sorgerà nella zona Ovest del capoluogo lombardo sarà uno dei più avanzati tecnologicamente: il progetto prevede la realizzazione di un impianto di trasbordo dotato di 5 binari di lunghezza pari a 750m, 5 corsie di sosta temporanea delle Unità di Trasbordo Intermodale quali container e casse mobili, 3 ulteriori binari di supporto, 3 gru a portale elettriche correnti su rotaie, parcheggi semirimorchi, uffici operativi, servizi per i dipendenti e magazzino per pezzi di ricambio/piccole manutenzioni. Ma il terminal di Brescia è uno dei tre su cui si concentra l’attività di Teralp, società del Gruppo FS - Polo Logistica - partecipata dal player dell’intermodalità svizzero Hupac. Ci sono infatti anche “Milano smistamento”, in cui proseguono i lavori per la realizzazione del parco pubblico sul comune di Segrate, terminal il cui primo lotto sarà consegnato entro il 2025, e il terminal di Piacenza, che sarà funzionante entro il 2024. A regime, i terminal di Milano, Brescia e Piacenza permetteranno di gestire un volume di traffico di circa 800mila unità di trasporto intermodali (UTI) all’anno, il cui spostamento dalla strada alla ferrovia avrà indubbie ricadute positive sull’ambiente e sulla collettività.

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