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Incendi boschivi, rischio crescente per i trasporti

 


Gli incendi boschivi rappresentano un rischio sempre più rilevante per le reti di trasporto, con effetti che vanno dalle evacuazioni alla gestione dei soccorsi, fino alla continuità delle catene di approvvigionamento. A evidenziarlo è l’International Transport Forum (ITF) in una nuova FactSheet dedicata all’impatto degli incendi sulle infrastrutture e al ruolo dei trasporti nella resilienza delle comunità. 
Strade e ferrovie possono essere interrotte dalle fiamme, isolando intere comunità e rendendo più difficile l’intervento dei soccorritori. Il calore e il fuoco possono inoltre danneggiare pavimentazioni, ponti, infrastrutture ferroviarie, segnaletica e sistemi di controllo del traffico. Le conseguenze possono interessare anche aeroporti e porti, complicando le evacuazioni e la movimentazione dei beni essenziali. 
Il fenomeno riguarda un numero crescente di Paesi, tra cui Canada, Australia, Francia, Spagna, Grecia, Stati Uniti e Cile. Secondo l’ITF, l’aumento delle temperature estreme e delle condizioni di siccità sta creando un ambiente favorevole alla propagazione più rapida degli incendi e all’allungamento della loro durata. 
A compromettere la continuità dei trasporti non sono però soltanto le fiamme. Il fumo può ridurre la visibilità e rendere impraticabili alcuni collegamenti, mentre le interruzioni dell’alimentazione elettrica possono avere ripercussioni sui veicoli elettrici, sui semafori e sui sistemi di comunicazione. Anche dopo lo spegnimento dell’incendio rimangono inoltre rischi legati a frane, colate detritiche e allagamenti, che possono provocare ulteriori danni alle infrastrutture. 
Durante gli incendi che hanno colpito la Gironda, in Francia, ampie porzioni della rete stradale sono diventate impraticabili, rendendo il trasporto via mare l’unica alternativa per alcune comunità coinvolte nelle evacuazioni. Il problema è particolarmente rilevante nelle aree remote e più vulnerabili, dove la mancanza di collegamenti alternativi può complicare ulteriormente gli spostamenti, soprattutto per chi non dispone di un veicolo privato e dipende da autobus e servizi di mobilità condivisa. 
Le stesse infrastrutture di trasporto possono tuttavia contribuire alla gestione del rischio. Strade e corridoi mantenuti liberi dalla vegetazione possono infatti svolgere una funzione simile a quella delle fasce tagliafuoco, rallentando la propagazione delle fiamme quando la vegetazione circostante viene gestita in modo adeguato. Anche la progettazione delle infrastrutture può essere orientata alle esigenze di emergenza. 
In Australia, i programmi per la resilienza agli incendi prevedono, tra le altre misure, configurazioni stradali pensate per agevolare il transito dei mezzi di soccorso e le evacuazioni, oltre a segnaletica riflettente e indicatori della pavimentazione più facilmente visibili in presenza di fumo. In Croazia, invece, fasce tagliafuoco sono state realizzate lungo alcune piste ciclabili, con una duplice funzione di protezione dei percorsi e supporto alla gestione degli incendi. 
Per l’ITF, la pianificazione deve puntare anche su strategie di evacuazione multimodali, evitando che una comunità dipenda da un’unica strada o linea ferroviaria. Occorre quindi individuare in anticipo percorsi alternativi e garantire l’accesso a porti, aeroporti, eliporti, autobus e altri servizi di trasporto condiviso. Gli operatori possono inoltre definire accordi preventivi per mettere a disposizione mezzi destinati alle evacuazioni. 
Un altro elemento centrale è rappresentato dai sistemi digitali e dalle informazioni in tempo reale. Le autorità possono utilizzarli per comunicare le chiusure, indicare percorsi alternativi e aggiornare rapidamente la popolazione sull’evoluzione del rischio. In Spagna e nel Nuovo Galles del Sud sono già disponibili informazioni in tempo reale sulla chiusura delle strade e sui percorsi alternativi. In Canada, invece, un sistema basato su GIS consente ai responsabili dell’emergenza di individuare gli incendi che si sviluppano nelle vicinanze di infrastrutture ferroviarie e aeroportuali. La tecnologia può essere impiegata anche per individuare gli incendi nelle fasi iniziali. Nella Gironda, ad esempio, sono stati utilizzati droni dotati di telecamere a infrarossi per individuare i focolai. In alcune aree forestali vengono inoltre impiegate telecamere supportate da sistemi di intelligenza artificiale per il rilevamento degli incendi. 
La FactSheet dell’ITF propone quindi di integrare la resilienza agli incendi nella stessa pianificazione dei trasporti. Tra le misure indicate figurano la progettazione di strade, ponti, porti e aeroporti in funzione delle esigenze di evacuazione e dell’accesso dei soccorritori, la gestione della vegetazione attorno alle infrastrutture critiche, il mantenimento di percorsi e modalità di trasporto alternativi e una maggiore integrazione tra trasporti, protezione civile, operatori e servizi di emergenza. A questo si aggiunge la necessità di investire nei sistemi informativi in tempo reale e di prepararsi agli effetti a cascata che possono seguire un incendio, anche quando l’emergenza principale è terminata. 
L’ITF richiama infine l’attenzione sulla disponibilità di personale specializzato per la risposta alle emergenze, compresi gli operatori dell’aviazione e dei servizi di trasporto d’emergenza. Con stagioni degli incendi sempre più lunghe e severe, la resilienza delle reti di trasporto dovrà quindi essere considerata già nella progettazione degli investimenti infrastrutturali, e non soltanto nella fase di gestione dell’emergenza. In questo scenario, strade, ferrovie, piste ciclabili e altri corridoi di trasporto possono assumere una funzione più ampia rispetto alla semplice mobilità: diventare vie di evacuazione, garantire l’accesso ai soccorsi, offrire collegamenti alternativi e, in determinate condizioni, contribuire anche a rallentare la propagazione degli incendi.
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