Congestione record nei porti container
La congestione nei porti container globali ha raggiunto un nuovo massimo, con oltre 4,3 milioni di TEU in attesa di ormeggio. Il dato, rilevato da Linerlytica, supera in termini assoluti il precedente picco di circa 4 milioni di TEU registrato nel 2022, durante la fase più critica della pandemia di Covid. L'attuale situazione è legata soprattutto ai ritardi accumulati in Asia orientale, dove nuove perturbazioni atmosferiche hanno continuato a interferire con la programmazione delle navi.
La capacità bloccata equivale oggi al 12,6% della flotta portacontainer mondiale, pari complessivamente a 34,4 milioni di TEU. La quota resta comunque inferiore al 15,7% raggiunto nel 2022, quando la flotta globale era di circa 25,3 milioni di TEU. Il confronto evidenzia quindi una congestione superiore in termini assoluti, ma sviluppatasi su una flotta significativamente più grande.
Un ulteriore elemento di pressione riguarda il Canale di Panama, dove i tempi di attesa stanno iniziando ad aumentare in vista dell'ulteriore riduzione degli slot di transito prevista per settembre. Per le portacontainer che dispongono di uno slot prenotato, tuttavia, i ritardi restano al momento contenuti.
Le interruzioni operative stanno contribuendo a ridurre la disponibilità di navi sul mercato e a sostenere i noli. Lo Shanghai Containerized Freight Index (SCFI) ha registrato un nuovo incremento nell'ultima settimana, portandosi a un livello del 156% superiore rispetto all'inizio del conflitto con l'Iran. Anche il mercato dei noleggi continua a rafforzarsi, sostenuto da una domanda elevata da parte dei charterer. Tra gli operatori alla ricerca di ulteriore tonnellaggio figura in particolare Maersk.
La disponibilità limitata di navi rappresenta anche uno dei fattori alla base della scelta di Maersk di valutare un ritorno anticipato alle rotte attraverso il Mar Rosso, mentre la maggior parte dei grandi vettori continua a evitare il collegamento attraverso il Bab el-Mandeb. Una posizione più prudente è mantenuta anche da Hapag-Lloyd, partner di Maersk nella Gemini Cooperation.
Maersk ha intanto incrementato i transiti attraverso il Bab el-Mandeb, con 11 passaggi in entrambe le direzioni nell'ultima settimana, poco meno dei 15 effettuati da CMA CGM. I due vettori stanno quindi accelerando il riavvio dei servizi attraverso il Mar Rosso, mentre Hapag-Lloyd non ha fatto transitare navi sulla rotta nelle ultime tre settimane.
La maggior parte degli altri principali carrier asiatici continua invece a evitare il collegamento attraverso il Mar Rosso. Tra le eccezioni figura MSC, che ha iniziato a riportare le proprie navi nel Canale di Suez alla fine di luglio e ha mantenuto l'utilizzo della rotta anche nell'ultima settimana.
Tra i movimenti più significativi figura il primo viaggio verso nord dal 2024 sulla Himalaya Express, il servizio che collega l'India con il Mediterraneo.
Il progressivo ritorno di alcuni vettori sulla rotta di Suez si inserisce quindi in un mercato caratterizzato da una forte tensione sulla capacità disponibile, mentre la congestione portuale e le perturbazioni in Asia continuano a incidere sulla regolarità dei servizi container.


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